L’insostenibile pesantezza della povertà

Il CILAP riponde al ministro del Lavoro Poletti

Nicoletta Teodosi (Cilap-Eapn Italia): “La povertà non è una priorità. Per noi è insostenibile avere 16 milioni di persone che vivono sotto la soglia di povertà in Italia. Non è vero che le risorse non ci sono. La mancanza di un reddito minimo per una vita dignitosa è ciò che noi consideriamo davvero insostenibile”.

Roma, 28 marzo 2015 – In occasione della dichiarazione del ministro del Lavoro Poletti che ha testualmente dichiarato: “Il reddito minimo costa troppo, è insostenibile”, Nicoletta Teodosi presidente del Collegamento Italiano di Lotta alla Povertà (Cilap), sezione italiana di European Anti Poverty Network (EAPN), ha espresso la sua preoccupazione rispondendo al ministro: “È spiegabile solo in un modo l’esternazione del Ministro Poletti circa l’insostenibilità del reddito minimo: la povertà non è una priorità. E allora chiediamo: come intende il Governo far uscire dalla povertà 2 milioni e 200 mila persone, così come stabilito nel programma di riforma nazionale nel 2011? Noi crediamo che le risorse ci sono, ma sono spese e investite male, in settori non prioritari, come gli F-35, la TAV in Val di Susa, i vitalizi nella politica….  Non vogliamo sostituirci a nessuno, vi diciamo però ciò che per noi è insostenibile:
– avere 16 milioni di persone in Italia che vivono sotto la soglia di povertà;
 vedere disattese le indicazioni europee, visto che tutte le istituzioni si sono espresse in maniera favorevole, anzi ritengono necessario il reddito minimo per contrastare la povertà;

– sentire che ogni giorno emergono casi di corruzione ai più alti livelli istituzionali;
– che non si riesca ad avere un sistema integrato tra lavoro e welfare;
– che si considerino i poveri come portatori sani di truffe e raggiri nei confronti dello Stato.
Noi siamo chiari: il reddito minimo è una misura temporanea per coloro che in un dato momento della loro vita non possono lavorare, non possono beneficiare dei sistemi di protezione sociale, perché non ne hanno diritto o perché il beneficio si è esaurito.
La mancanza di un reddito minimo per una vita dignitosa è ciò che noi consideriamo davvero insostenibile”.

Ufficio Stampa Cilap: Nicola Perrone, ufficiostampa@cilap.eu, 329.0810937