Il Sindaco che vorremmo

Estratto dell’intervento del Sindaco di Bilbao alla 26^ Assemblea di EAPN a Bilbao

Juan Mari Aburto, Sindaco di Bilbao

Sia Bilbao che la Comunità Autonoma Basca dispongono di un avanzato sistema di protezione sociale che si basa sul Reddito Garantito di Ingresso (Renta de Garantia de Ingresos), nell’Aiuto di emergenza sociale (Ayudas de Emergencia Social) e, aspetto unico rispetto al resto della Spagna, la Prestazione Complementare per l’Alloggio (Prestacion Complementaria de Vivienda).
Nei Paesi Baschi risiede l’1,8% della popolazione più povera e il 40,1% della spesa sociale è investito in favore dei  redditi più bassi.
A fronte di una media annua di 2.271,00 euro (circa 195,00 mensili) per persona investiti nella popolazione a maggiore rischio, la media spagnola è di 102,00 euro per persona. Mentre la Catalogna e Madrid non arrivano a 100,00 euro a persona. Solo le Comunità delle Asturie e della Navarra fanno meglio dei Paesi  Baschi, con una cifra mensile rispettivamente di 442,00 e 420,00 euro a persona.
Personalmente, mio maggior orgoglio sarebbe avere a che fare con una realtà che non abbia bisogno

di questi tipi di aiuto.
Però, fino a che non saremo arrivati a questa situazione, il maggior lavoro del Comune di Bilbao, come di chi  ha responsabilità pubbliche, sarà di garantire che nessuno sia lasciato indietro, che tutte le persone abbiano una vita degna e decente e che possano contare su una città socialmente coesa.
A coloro che pensano che il Sistema sociale sia un punto di vista strettamente economico, ricordo che questo Sistema è sostanzialmente uno Stato di Diritto e lo spirito su cui è fondata dell’Europa e che l’economia deve essere sempre uno strumento al servizio delle persone e dello sviluppo umano, e non le persone schiave del Sistema economico.
Tutti sappiamo che le risorse sono limitate e che è necessario applicare i controlli necessari per evitare frodi agli aiuti sociali. Ma dobbiamo farlo con equità e giustizia, senza pregiudizi che perpetuano i cliché della xenofobia e etnofobia contro la convivenza.
A coloro che criticano il Sistema di protezione sociale, dico che è la povertà ad essere insostenibile, insostenibile e invadente da qualsiasi punto di vista la si guardi.
Si sta convertendo in pandemia il paradosso che, essendo il lavoro il principale modo di inserimento sociale, proprio il Sistema economico lo sta abolendo e precarizzando massicciamente. Siamo di fronte ad un Sistema che sacralizza lo spirito di competitività e di produttività, come unico canale per la sopravvivenza, espandendo le rivalità e violenze quotidiane: tutti sono miei concorrenti e devo affrontarli.
Vi è la tendenza a considerare che “un buon lavoro con diritti e buon salario” è un privilegio di una minoranza e che sia normale vedere proliferare il “lavoro flessibile senza diritti e con bassi salari”. Si suppone di dover passare dal concetto di “lavoro per tutta la vita” alla “occupabilità per tutta la vita”.
Noi vogliamo costruire un orizzonte sostenibile e solidale con le nuove generazioni, da un presente che non le pone al centro della scena.
I comportamenti straordinariamente competitivi riaffermano l’individualità sopra la collettività. Se estendiamo la rivalità rispetto alla cooperazione, arriviamo alla assolutizzazione del mercato.
La perdita di riferimenti etici, la mancanza di valori che ci rendono coesi e danno senso all’esistenza, è parte dei deficit personali e sociali.
In un pianeta che ha risorse capaci di soddisfare tutta l’Umanità, è insostenibile e indecente che esistno fame e povertà. Perché la povertà è il brodo di coltura dell’ignoranza e del fanatismo, della guerra e della barbarie più assoluta.
Noi potremmo isolarci nel nostro benessere, mentre la maggior parte dell’Umanità sopravvive in circostanze estreme. Anche nel nostro mondo europeo e occidentale esistono sacche di povertà e di emarginazione che ci dovrebbero far arrossire come esseri umani e come società.
Per questo è necessario che esistano referenti come la Rete Europea di Lotta alla Povertà e all’Esclusione Sociale che ha per obiettivo di favorire la solidarietà, la dignità e la crescita umana.
Come diceva Ignazio Ellacuria bisogna “conoscere la realtà e affrontarla” che si traduce con una dimensione intellettiva, etica e pratica.
Credo che la Politica sia uno strumento di trasformazione sociale, bisogna lavorare per la dignità e la salvaguardia di tutte le persone.
Questo è il compromesso del presente e del futuro. La dignità delle persone vulnerabili lo chiede e la nostra lo esige.

Traduzione dallo spagnolo di Nicoletta Teodosi