Il Cilap su Rapporto Istat: aumento record della povertà

Nicoletta Teodosi, presidente del Cilap: “Nulla di nuovo dai dati Istat. Che la povertà sia aumentata, e in particolare tra le famiglie numerose, lo sappiamo, perché quotidianamente abbiamo a che fare con le persone in povertà. Mi stupisco di chi si stupisce. La SIA 2016: la burocrazia ha i sui tempi. E i poveri continueranno ad aspettare. Non stupiamoci. i problemi dei Comuni rimangono tanti”.

Roma, 15 luglio 2016 – In riferimento al Rapporto Istat uscito ieri, e riguardante l’aumento della povertà a livelli record dall’anno 2005, ripreso con evidenza e sorpresa da organi di stampa e politici, Nicoletta Teodosi presidente del Cilap – Collegamento Italiano di Lotta alla Povertà, sezione nazionale di EAPN European Anty Poverty Network, ha dichiarato: “Nulla di nuovo dai dati Istat. Che la povertà sia aumentata, e in particolare tra le famiglie numerose, lo sappiamo, perché quotidianamente abbiamo a che fare con le persone in povertà. Mi stupisco di chi si stupisce: basta guardarsi intorno per capire che dalla crisi non ne siamo usciti, e fino a che non entreranno in vigore le nuove misure di contrasto alla povertà, contenute nel piano nazionale di inclusione sociale, nel fondo europeo di aiuto agli indigenti, nel piano nazionale di contrasto alla povertà, continueremo a leccarci le ferite. Purtroppo i fondi stanziati dal governo (600 milioni per il 2016) e 1 miliardo per il 2017 non sono stati ancora utilizzabili perché le procedure sono complicate e complesse. I comuni, principali beneficiari dei finanziamenti dovranno rispondere a loro volta a dei bandi non competitivi, e per fare questo la burocrazia ha i sui tempi. E i poveri continueranno ad aspettare. Non stupiamoci.
Il Comuni saranno i principali beneficiari di tali finanziamenti, ma i problemi delle Amministrazioni Locali rimangono tanti:
Impossibilità di ampliare le piante organiche (assumere personale) per il Patto di Stabilità: per nuove misure occorre più personale;
Riduzione del personale per il blocco del turnover dato dal contenimento della spesa pubblica (leggi debito pubblico);
Procedure di utilizzo delle risorse provenienti dallo Stato sempre più complicate e non semplificate;
Timore di sbagliare da parte di funzionari e dirigenti;
Scarsa formazione sulle norme perché non c’è solo anticorruzione e trasparenza”.
Ricordiamo che dall’ultimo rapporto Istat riguardante l’anno 2015, risultano in povertà assoluta 4 milioni e 598 mila persone: record dal 2005. Nel 2015 si stima che le famiglie in condizione di povertà assoluta siano pari a 1 milione e 582 mila e le persone 4 milioni e 598 mila. La condizione è in crescita tra le famiglie con 4 componenti e tra le famiglie di soli stranieri. Anche la povertà relativa è in aumento: colpite 8 milioni e 307 mila persone. La povertà relativa risulta stabile nel 2015 in termini di famiglie (2 milioni 678 mila, pari al 10,4% delle famiglie residenti dal 10,3% del 2014) mentre aumenta in termini di persone (8 milioni 307 mila, pari al 13,7% delle persone residenti dal 12,9% del 2014).

Ufficio Stampa Cilap: Nicola Perrone, M 329.0810937, nicolaperrone58@gmail.com – www.cilap.eu