I diritti umani prima di tutto!

L’UE deve evitare la sua sconfitta morale e dimostrare che la sua principale ragion dell’essere è assicurare la pace la difesa dei diritti umani e la solidarietà nel mondo. 

Bruxelles, 5 luglio 2017

Migliaia di uomini e donne si imbarcano ogni giorno su barconi fatiscenti e attraversano le frontiere sud dell’Europa sperando in un futuro migliore o semplicemente per avere un qualche futuro. Sbarcano sul territorio europeo stanchi, affamati, spaventati; molti sono stati torturati e, se donne, violentate.

Sono i nostri fratelli e le nostre sorelle: sono tra coloro per i quali e con i quali EAPN lavora in tutti i paesi dell’Unione, senza distinguere da dove vengono e qual è il colore della loro pelle, consapevoli come siamo che è solo per un caso fortuito che noi siamo nati nella parte “giusta” del mondo.

Sérgio Aires, Presidente di EAPN ha dichiarato che, “Gli stati membri sembrano essere incapaci di rispondere a questa emergenza con dignità, solidarietà e umanità. Un’emergenza che non tocca le banche o i soldi o il libero mercato ma le persone. E tutto questo mette a repentaglio le vere ragioni dell’esistenza

dell’Europa unita. Dobbiamo, una volta per tutte, affrontare le cause della povertà sfidando finalmente questo modello di società che ci ha portato a vivere in un mondo sbilanciato e ingiusto dove i paesi più ricchi di risorse naturali sono proprio quelli che pagano lo scotto più alto in termini di povertà assoluta”.

Davanti a questa situazione, che mette in serio pericolo il Sogno Europeo, EAPN chiede che:

  • I governi europei non si trincerino più dietro la distinzione ipocrita tra rifugiati economici e rifugiati politici. Non c’è nessuna differenza se si muore per una bomba o per fame.
  • I governi europei implementino il piano di ricollocamento dei migranti così come già deciso e includere in questo piano anche chi, disperato, sta arrivando ora,
  • Come richiesto dall’Italia e dalla Commissione europea, al prossimo incontro dei ministri dell’Interno dell’UE (Talli, 6 luglio), gli stati membri che si affacciano sul Mediterraneo consentano l’attracco di quelle navi che, in mare aperto, hanno salvato tante vite
  • L’Accordo di Dublino, ratificato in un altro periodo storico, quando l’emergenza che stiamo vivendo era impensabile, deve essere rivisto così che includa chi fugge dalla povertà, favorendo il ricollocamento e il rispetto del diritto delle persone di vivere e lavorare nel paese di loro scelta
  • I governi europei devono smettere di addossare la colpa, a volte addirittura criminalizzando, per ora in modo larvato ma sempre più aggressivamente, alle ONG che operano in mare e ogni giorno salvano migliaia di persone. Sono ONG che andrebbero, invece, adeguatamene finanziate
  • Non deve essere fatto nessun accordo tra i governi dell’UE e quei paesi, come la Libia, dove non esiste nessun rispetto per i diritti umani e per la vita delle persone. L’accordo firmato con la Turchia dovrebbe averci insegnato qualcosa!

EAPN dichiara inoltre:

– L’UE deve aprire corridoi umanitari per consentire ai rifugiati di arrivare in sicurezza e che taglino le ali alle organizzazioni criminali che si arricchiscono trasportando illegalmente (e spesso uccidendo) innocenti, tra cui molte donne e bambini

– L’UE deve farsi promotrice al più presto di un imponente, sostenibile e democratico “Piano Marshall” per l’Africa e per gli altri paesi di partenza.

Infine, EAPN chiede alle istituzioni europee e ai paesi membri di fare ogni sforzo per contrastare l’ondata di opinioni xenofobe, razziste e fasciste che, abilmente fomentate e spalleggiate, non solo sta mettendo in serio pericolo la coesione sociale e il futuro dell’Europa ma che, se non fermata, sarà la causa della più grande sconfitta morale dell’Unione europea

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Leo Williams,EAPN Director | leo.williams@eapn.eu | Tel. +32 2 226 58 50