18 ottobre, preparazione del Meeting “Persone con esperienze di povertà”

ROMA – 18 Ottobre 2019

Presso SALESIANI PER IL SOCIALE

Via Marsala 41 – Sala 2

“VIVER SANI E FELICI ?”

In preparazione al 18° Meeting delle Persone con esperienze di Povertà

THE TIME IS NOW to Make Europe Poverty Free #EUPovertyFreeP

PROGRAMMA – 18 Ottobre 2019
15:00 – 15:30 – Registrazione Partecipanti
15:30 – 16:15 – Plenaria di Inizio Lavori Nicoletta Teodosi, Presidente Cilap EAPN ItaliaSirio Di Capua, Coordinatore Italiano per i Meeting Europei delle persone con esperienza di povertàTeresa Siliquini, Delegato Italiano al PEP 2019
16:15 – 17:30 – Incontro con i Delegati Divisione in 3 Gruppi  di Lavoro Moderatrice: Giulia Segna, Stampa Cilap EAPN Italia
17:30 – 17:45 – Pausa Caffè
17:45 – 18:30 – Plenaria di Confronto Key Message PEP 2018 (Risultato dell’evento 2018) Esposizione dei lavori svolti dai 3 gruppi
18:30 – 18:45 – Ringraziamenti Finali & Foto di Gruppo  

Premessa

Gli Incontri europei delle persone in povertà contribuiscono al diritto delle persone che vivono in povertà di partecipare e accedere alle informazioni relative ai processi decisionali che riguardano la loro vita e il benessere. L’incontro europeo è il momento di più ampia visibilità per promuovere questo processo, ma forse ancora più importante è il fatto che essi agiscono come un catalizzatore per processi di partecipazione nazionali.

Il PEP 2019 si terrà il 18 e 19 novembre , trovandosi così ad inizio mandato di nuova Commissione Europea e di un nuovo Parlamento Europeo. L’occasione sarà preziosa per sensibilizzare l’opinione pubblica circa la storia degli incontri PEP, organizzati a partire dal 2000, e per presentare le priorità politiche che le persone in povertà hanno individuato e vorrebbero vedere all’ordine del giorno delle nuove istituzioni. Tali priorità, decise e quindi discusse a livello nazionale, verranno portate alla riunione europea e sintetizzate in priorità comuni provenienti dalle persone in povertà di tutta Europa.

I Temi

Attraverso un’attenta indagine svoltasi sull’intero territorio nazionale ed europeo, sono stati selezionati 5 temi portanti :

  1. Housing (Diritto alla Casa)
  2. Partecipazione alla vita Sociale e Comunitaria da parte di persone in povertà ed escluse
  3. Reddito Minimo Adeguato
  4. Accesso a Cure Sanitarie
  5. Accesso a lavori “decenti” per le diverse categorie svantaggiate

Tra questi la delegazione Italiana ha deciso di affrontare i punti 2 e 4, coinvolgendo direttamente le esperienze personali dei nostri delegati, Ciro Naturale, Teresa Siliquini e Carmen Rosa Chilet Bazalar.

Il Lavoro da svolgere

La delegazione, formata da persone che hanno o hanno avuto un’esperienza diretta con le tematiche individuate, si è caricata della responsabilità di rappresentarci a livello europeo, portare la loro esperienza e denunciare le criticità presenti nel nostro paese. Necessita tuttavia del contributo di tutti per una visione più ampia possibile, per riportare fedelmente i bisogni, le proposte e soprattutto le speranze di tutti noi.

Questo incontro del 18 Ottobre ha come finalità proprio sostegno e la condivisione di idee per fare un ottimo lavoro.

Per riflettere

Credo che nessuno di noi conosca la fame, ma un giorno me la insegnò una bambina. La trovai per strada, mi accorsi che aveva fame e le diedi un pezzo di pane, ma lei ne mangiava una briciola per volta. Io le dissi di mangiarlo serenamente, ma lei mi rispose: “ho paura, perché quando finirà io avrò di nuovo fame”.

Madre Teresa di Calcutta

  1. Partecipazione alla vita Sociale e Comunitaria da parte di persone in povertà ed escluse

Noi crediamo che …

Sono necessari programmi di integrazione e di inclusione che tengano conto delle varie categorie, fasce di età e contesto sociale, perché solo attraverso l’individuazione dei bisogni e delle risorse lungo tutto l’arco della vita è possibile tenere in considerazione la persona nella sua individualità e soggettività. Incrementare le potenzialità individuali, del gruppo e della comunità attraverso procedure pensate e misurate con e per la persona tenendo come punto di riferimento la lotta alla povertà e all’esclusione sociale.  

È importante continuare a focalizzare i nostri sforzi sulla povertà educativa anche per l’importanza che assume rispetto alla povertà del sud.

Abbiamo bisogno di una politica che sostenga la rete di solidarietà tra persone e famiglie che si aiutino a vicenda creando un welfare di comunità, integrato con quello pubblico, per fare fronte alle insufficienze delle politiche sociali comunali, ma anche per essere più solidali e coesi.

È importanza sostenere la rete sociale che possa stare vicino alla persona in particolari momenti di difficoltà. La creazione di una rete sensibile alle difficoltà è possibile quando esiste una comunità che sostiene e incoraggia i suoi cittadini senza distinzione di provenienza o colore della pelle o religione. Una comunità che sappia valorizzare tutte le risorse presenti sul suo territorio iniziando da quelle umane fin dai suoi primi anni di vita. Una comunità però non funziona se non ha anche dei servizi adeguati che sappiano rispondere alle esigenze di chi ha bisogno. Non si tratta solo di un reddito di cittadinanza o di inclusione lavorativa, ma di programmi integrati per coloro che non riescono ad essere inseriti sulle misure standard oggi esistenti (Leps).

Abbiamo bisogno di una Politica di accoglienza comunitaria inclusiva per le popolazioni o le persone che scappano da guerre e da condizioni lesive dei diritti umani. Sono necessari programmi di inserimento nel nuovo contesto con strumenti operativi costruiti in itinere oltre a quelli già sistematizzati che garantiscano un inserimento psicosociale nel rispetto della dignità della persona, di chi fugge dalle guerre, dalla fame, dalle persecuzioni e dai disastri ambientali, coinvolgendo tutti gli attori appartenenti sia al micro contesto sia al macrocontesto.

  1. Accesso a Cure Sanitarie

Accade in Italia …

Nell’ultimo anno, circa 20 milioni di italiani (il 38,7% della popolazione adulta) hanno sperimentato la criticità delle liste d’attesaper accedere a prestazioni specialistiche, oppure per un ricovero in ospedale. Un “fenomeno” talmente ampio da poter essere definito una vera e propria “esperienza sociale allargata”.

Nell’ultimo anno, le liste d’attesa più lunghe – oltre i 60 e fino a 120 giorni – hanno interessato il 35,6% degli utenti per le visite specialistiche, il 31,1% per i piccoli interventi ambulatoriali, il 22,7% per gli accertamenti diagnostici e il 15% per i ricoveri in ospedale pubblico per interventi più gravi.

Sono significative anche le attese tra i 30 e i 60 giorni, in particolar modo per l’accesso a visite specialistiche, accertamenti diagnostici e ricoveri, che hanno riguardato rispettivamente il 22,6%, 20% e 18,3% degli utenti.

“A causa delle liste d’attesa, molti cittadini si trovano costretti a rinunciare alle cure, a pagarle direttamente o a migrare nelle regioni nelle quali l’offerta sanitaria è programmata meglio, in termini quali-quantitativi, per ricevere un’assistenza sanitaria efficiente, efficace e in tempi ragionevoli. Rispetto a tale criticità, risulta indispensabile aumentare l’offerta dei servizi erogati, promuovendo la piena integrazione tra la componente di diritto pubblico e quella di diritto privato del SSN, al fine di consentire l’accesso di tutti i cittadini alle prestazioni sanitarie, nei rispettivi territori di appartenenza. Un SSN in grado di erogare assistenza nei tempi corretti, oltre che di qualità, deve essere uno dei principali obiettivi del Paese”. (Cit. Barbara Cittadini, Presidente AIOP).


Oltre il 50% degli italiani, infatti, ricorre ai dipartimenti di emergenza quando non trova una risposta dalla medicina territoriale; mentre, in più di 1 caso su 4, tenta, direttamente, la strada del Pronto Soccorso come soluzione per ridurre i tempi di accesso a visite, accertamenti diagnostici e ricoveri, con tutte le conseguenze negative che ne derivano rispetto all’affollamento degli ospedali, costretti a far fronte a un numero crescente di pazienti, in molti casi senza avere le risorse e gli strumenti adeguati.

A causa dell’afflusso eccessivo e delle attese che ne derivano, il 24,4% degli utenti lamenta una scarsa soddisfazione del servizio di Pronto Soccorso, percentuale che sale al 36% nel Mezzogiorno. riportare fedelmente i bisogni, le proposte e soprattutto le speranze di tutti noi.
Questo incontro del 18 Ottobre ha come finalità proprio sostegno e la condivisione di idee per fare un ottimo lavoro.

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