Europa 2020: la nuova strategia di crescita europea

Crescita europeadocumento completo

di Paola Boffo

La politica di coesione è inquadrata nel contesto della crisi economica e della strategia Europa 2020. Con la crisi i progressi costanti del primo decennio del secolo sono stati annullati; l'Unione Europea comunica che:

La Commissione europea ha lanciato la strategia Europa 2020 per uscire dalla crisi e preparare l'economia dell'UE per il prossimo decennio. Nessun paese può affrontare efficacemente le sfide se agisce da solo: è necessario il coordinamento delle politiche.

Stabilità e riforme sono oggi le due direttrici chiave della politica economica dell'Unione europea definita dalla strategia Europa 2020 che punta ad un maggior coordinamento delle politiche economiche di tutti gli Stati membri.

L'Unione fissa tre priorità chiave e cinque obiettivi di massima per rilanciare il sistema economico e promuovere

una crescita "intelligente, sostenibile e solidale" basata su un maggiore coordinamento delle politiche nazionali ed europee.

Tra il 2000 e il 2010 l'UE ha cercato di migliorare crescita e occupazione con la Strategia di Lisbona. Europa 2020 succede a Lisbona, condividendone alcuni aspetti, e individua tre priorità:

Per conseguire la crescita declinata come illustrato nelle priorità l'Unione definisce cinque obiettivi di massima, per i quali individua anche i target da raggiungere:

A sostegno delle politiche da adottare l'UE presenta anche "sette iniziative faro per catalizzare i progressi relativi a ciascun tema prioritario".

Ogni Stato membro fornisce un contributo alla realizzazione degli obiettivi della strategia Europa 2020 attraverso percorsi nazionali che siano adeguati alla situazione di ciascun Paese.

Per il conseguimento delle finalità della strategia Europa 2020 è necessario accentuare il coordinamento delle politiche, pertanto risulta opportuna una nuova governance. La Commissione controlla i progressi compiuti e, in caso di "risposta inadeguata", formula una "raccomandazione" che dovrà essere attuata in un determinato lasso di tempo, esaurito il quale senza un'adeguata reazione, seguirebbe un "avvertimento politico".

La proiezione a livello nazionale della Strategia Europa 2020 viene declinata da due documenti redatti a livello nazionale: il Programma di Stabilità e il Programma Nazionale di Riforma (PNR). I due programmi rappresentano la mappa che i Paesi europei devono seguire per raggiungere obiettivi di crescita e occupazione più ambiziosi e sostenibili.

Ogni anno prima dell'estate, nell'ultima fase del "semestre europeo", il Consiglio impartisce orientamenti politici specifici per i singoli Paesi sulla base delle raccomandazioni della Commissione. Gli Stati membri potranno quindi integrare questi contributi nella preparazione dei propri bilanci per l'anno successivo.

Al raggiungimento degli obiettivi del Programma dovranno contribuire in misura importante gli interventi di politica regionale, programmati nell'ambito del Quadro Strategico Nazionale 2007-2013 e dei Programmi operativi, entrambi già largamente coerenti con i temi della strategia Europa 2020.

In Italia il CdM del 13 aprile 2011 ha deliberato il Documento di economia e finanza 2011, documento di programmazione finanziaria e di bilancio previsto dalla L. 39/2011 e presentato dal Governo nell'ambito delle nuove regole adottate dall'Unione Europea in materia di coordinamento delle politiche economiche degli Stati membri. Il DEF è articolato in tre sezioni: Programma di Stabilità dell'Italia; Analisi e tendenze della Finanza pubblica; Programma Nazionale di Riforma.

Gli obiettivi che il Governo italiano si è proposti nel PNR come “percorso di miglioramento entro il 2020” nell'ambito della strategia europea, il percorso strategico disegnato per raggiungerli e l'insieme degli interventi elencati nel PNR sono stati oggetto di Valutazione da parte della Commissione alla conclusione del semestre europeo. Nel quadro di questo processo la Commissione ha valutato gli impegni assunti dai 23 Stati membri partecipanti al “patto Euro Plus”, impegni inclusi nelle sue raccomandazioni, per l'Italia 6 raccomandazioni, da attuare dagli Stati membri entro un periodo di tempo di 12-18 mesi;

Le raccomandazioni sono oggetto di discussione e approvazione dai capi di Stato e di governo in occasione del Consiglio Europeo del 23 e 24 giugno 2011, dando espressione alla governance economica collettiva dell’UE nonché al fatto che l’UE è uno spazio economico unico e non la semplice somma di 27 economie separate.