Progetto EMIN2

Progetto EMIN2

Relazione EMIN2


Il contesto italiano
 

Sviluppi sugli schemi nazionali di reddito minimo
 
Autori: Federica Dolente, Nicoletta Teodosi
 
Settembre 2017  

Relazione - Volantino
 
Cos’è EMIN?
 
La rete europea per il reddito minimo (EMIN) è una rete informale di organizzazioni e individui che mirano alla realizzazione progressiva del diritto a  misure di reddito minimo adeguate, accessibili e abilitanti.  Le  organizzazioni  coinvolte  comprendono:  autorità  pubbliche  competenti,  fornitori  di servizi,  partner  sociali,  accademici,  responsabili  politici  a  diversi  livelli,  ONG,  e  promuovono  il coinvolgimento delle persone che beneficiano o potrebbero beneficiare di un sostegno al reddito.
 
La  rete  EMIN  è  organizzata  a  livello  comunitario  e  nazionale,  in  tutti  gli  Stati  membri  dell'Unione europea e include

Welfare europeo e reddito minimo contro la povertà e l’esclusione sociale

WED1di Nicoletta Teodosi

Il termine povertà è “finalmente”entrato nel linguaggio comune, politico e mediatico. La povertà non è più negata o relegata solo nei seminari o nelle conferenze a tema. È talmente visibile che chiunque abbia un ruolo o una responsabilità pubblica non può fare a meno di prenderla in considerazione visto che tocca in Europa oltre 120 milioni di persone e in Italia tra poveri assoluti e a rischio circa 16 milioni. La povertà, o il rischio di divenire poveri, oggi coinvolge non solo le persone che da sempre hanno vissuto tale condizione, ma anche coloro che mai si sarebbero sognati di trovarsi in una situazione di precarietà economica e sociale: lavoratori del settore privato anche con alti profili professionali, persone over 55 troppo giovani per la pensione, troppo anziani per l’offerta lavorativa, etc.
Dire “finalmente” non è una esclamazione di gioia. Intendiamo, con questa affermazione, dire soprattutto “alla buon’ora!”. C’è voluta una crisi finanziaria negata per anni, che si è trascinata dietro l’economia reale - in verità anche con l’esasperazione della globalizzazione non stava tanto bene - a far entrare nel dibattito pubblico la questione della povertà e cosa comporta e, con essa, la condizione del rischio di esclusione sociale incluso.
Ci siamo posti alcune domande. Cosa e chi c’è dietro al dibattito pubblico, cosa c’è di meno visibile, chi e come interviene? Per conto di chi o con chi si interviene? Quali le soluzioni proposte?
È necessario prima di tutto contestualizzare la politica sociale in Italia e in Europa degli ultimi 30 anni. Vogliamo cercare di spiegare, dal punto di vista di CILAP (Collegamento Italiano di lotta alla povertà, sezione nazionale di European Anti Poverty Network - EAPN), cosa ha significato in questi anni lavorare perché delle misure di contrasto alla povertà fossero emanate.
In Europa si parla di povertà dagli anni ‘80; anche in Italia il primo rapporto sulla povertà è del 1985 (Gorrieri). I programmi di iniziativa comunitaria “povertà 1, 2 e 3” furono approntati proprio per comprendere la situazione della povertà negli Stati

Domande sul reddito minimo

Che cosa è il Reddito Minimo?

È un supporto al reddito per coloro che non possono lavorare o non possono accedere agli ammortizzatori socio-economici perché li hanno esauriti, come gli esodati, o perché stanno per terminare la mobilità o non ne hanno titolo.

È una misura economica di contrasto alla povertà. È anche una misura socio-assistenziale. Dipende dalla tipologia del beneficiario.

Aiuta a superare il rischio di povertà monetaria.

 

Perché il Reddito Minimo dovrebbe essere un diritto?

Perché si allinea con la dignità delle persone. La dignità è un valore indivisibile e universale della persona su cui si fonda l’Unione Europea.

L’articolo 1 della Carta europea dei diritti fondamentali afferma che la dignità umana è inviolabile e deve essere rispettata e tutelata.

Spetta allo Stato italiano rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini (art.3 della Costituzione).

 

Reddito di dignità

 reddito di dignità100 giorni per un reddito di Dignità
Contro la povertà e le mafie!
Libera – Bin – Cilap Eapn Italia

milioni di italiani/e in povertà non possono più aspettare

 

In Italia è necessario avere una misura come il Reddito Minimo o di Cittadinanza, per ridurre la povertà, le disuguaglianze e contrastare le mafie

Perché sosteniamo il Reddito minimo o Reddito di Cittadinanza

Nelle previsioni Eurostat del 3 ottobre 2005, si indicava l’Italia come “uno dei Paesi dell’Unione Europea con il più elevato tasso di rischio di povertà. Senza interventi sociali e di sostegno al reddito il rischio di povertà e disagio sociale ed economico potrebbe avere effetti devastanti”. Dal 2008 al 2014 la crisi in Italia ed Europa, secondo i dati Istat, ha raddoppiato e quasi triplicato i numeri della povertà relativa ed assoluta. Sono infatti 10 milioni quelli in povertà relativa, il 16,6% della popolazione complessiva, ed oltre 6 milioni, il 9,9% della popolazione, in povertà assoluta. Ma oltre i dati relativi alla condizione specifica della povertà, dobbiamo comprendere nel computo finale tutte quelle fasce sociali a rischio povertà: dai working poor (oltre 3,2 milioni di lavoratori e lavoratrici) ai precari, dagli over 50 senza alcun lavoro alle donne, dai migranti ai giovani, dagli anziani a coloro che hanno difficoltà abitative il numero dei soggetti a rischio potrebbe aumentare in maniera esponenziale. In questi ultimi anni inoltre è stata erosa quella redistribuzione economica intra-familiare che per anni ha sorretto le difficoltà economiche di molti individui nel nostro paese.

I dati esposti, congiuntamente alle trasformazioni produttive avvenute con la rivoluzione informatica e la deregolamentazione del mercato del lavoro, ci dicono che vi è la più urgente necessità di avviare una stagione in grado di individuare nuovi strumenti e nuovi diritti per la protezione sociale e delle persone in difficoltà economica.

Il Reddito Minimo o di Cittadinanza, è un supporto al reddito che garantisce una rete di sicurezza per coloro che non possono lavorare o accedere ad un lavoro in grado di garantire un reddito dignitoso o non possono accedere ai sistemi di sicurezza sociale (ammortizzatori socio-economici) perché li hanno esauriti (esodati, mobilità) o non

Contro povertà e mafie: non possiamo piuù aspettare

Reddito minimo Libera: “In Italia è necessario avere una misura come il Reddito Minimo o  di Cittadinanza, per ridurre la povertà, le disuguaglianze e contrastare le  mafie”

FIRMA ANCHE TU

 “La povertà è la peggiore delle malattie in senso sociale, economico,  ambientale e sanitario. che colpiscono il paese. E' necessario rimettere  lotta alle povertà e welfare al centro dell'agenda politica percostruire  una risposta a problemi che riguardano la dignità e la libertà delle  persone, di fronte alle diseguaglianze che aumentano, a una povertà fuori  controllo, con milioni di cittadini coinvolti, una crisi economica che vede  il rafforzamento dell’economia criminale e del potere delle mafie. Essendo  già alcuni disegni di legge in discussione al Senato, chiediamo che in  100 giorni venga calendarizzata , discussa e approvata in aula  l’istituzione del Reddito minimo o di cittadinanza". Libera con la  partecipazione del BIN-Basic Encome Network eEAPN- European Antipoverty  Network, Italia promuove la campagna "100 giorni per un reddito di  dignità", contro la povertà e le mafie per chiedere al Parlamento di  prendere una decisione importante, una misura prevista già da tutti i  paesi europei, con l'esclusione di Italia, Grecia e Bulgaria. Dal 16  ottobre 2010 che il Parlamento Europeo ci chiede di varare una legge che  introduca un “reddito minimo, nella lotta contro la povertà e nella  promozione di una società inclusiva”. Sono passati cinque anni e nulla è  successo. Una grande mobilitazione, una firma www.campagnareddito.eu  per chiedere al Parlamento di fare  presto: entro 100 giorni una buona legge sul reddito di dignità arrivi  in aula al Senato per essere discussa e approvata. Non è impossibile, non è  una proposta irrealistica: ci sono diverse proposte di legge già presentate  a Palazzo Madama.

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