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Sintesi del rapporto del decimo Incontro europeo delle persone in povertà, 13 e 14 maggio 2011, Bruxelles

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ICE - INCREASING PARTICIPATION AND CITIZENSHIP IN EUROPE
UN PROGETTO GRINDTVIG PER DARE VOCE A CHI NON NE HA

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XII Assemblea generale EAPN - dichiarazione finale

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Una campagna: "Dichiariamo illegale la povertà"

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La politica di coesione è inquadrata nel contesto della crisi economica e della strategia Europa 2020. Con la crisi i progressi costanti del primo decennio del secolo sono stati annullati

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La retina

Perché un libro sull’inclusione attiva, oggi

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Letizia Cesarini Sforza e Massimo Crucioli

Presentiamo oggi la traduzione del libro sull’inclusione attiva pubblicato dalla nostra Rete europea. Troverete al suo interno tutti i riferimenti utili per capire a fondo cosa si intende per “inclusione attiva”, cosa è stato fatto fino ad ora nell’Unione europea e in alcuni stati membri, cosa EAPN chiede sia fatto, quali le strade da intraprendere per garantire a tutti e tutte una vita decente, perché crediamo che misure di inclusione attiva siano essenziali per la coesione sociale, la dignità delle persone, lo sviluppo economico sostenibile.

Potrebbe sembrare una pubblicazione “fuori luogo”in un momento come questo in cui la crisi economica spinge tanti lavoratori e lavoratrici fuori dal mondo del lavoro: i redditi delle famiglie sono sempre più devastati dalla perdita del lavoro, le fabbriche chiudono, i tagli ai servizi e i costanti aumenti del costo della vita mettono a repentaglio redditi che, fino a ieri, erano più che sufficienti. Sembrerebbe che la cosa più importante, in questo momento, sia mettere le persone al lavoro, non importa se precario, se poco pagato, se con orari impossibili: l’importante è riuscire ad abbassare quel maledetto indice ISTAT sulla disoccupazione!

EAPN, e con noi tanti altri, sono ben consapevoli che il lavoro è, per la maggior parte di noi, la strada principale per non rischiare la povertà e l’esclusione sociale. Ma di che lavori stiamo parlando? Un lavoro non importa quale e come o un lavoro che assicuri dignità e livelli di vita

Ultimo aggiornamento Mercoledì 13 Febbraio 2013 17:51

Lettera aperta al Ministro Paola Severino

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di Beppe Battaglia

Giustizia: ministro Severino... affronti realmente i problemi delle carceri, oppure si dimetta    

Signora Ministra, ogni due giorni le nostre carceri sfornano un cadavere, di cui uno ogni cinque giorni per suicidio. Qualche mese fa, in occasione di una sua visita al carcere fiorentino, lei ha affermato che le condizioni di detenzione si avvicinano alla tortura.
Mi verrebbe da chiederle di chi può mai essere la responsabilità di questa carneficina disinvolta e certo non mancherebbe una risposta pronta, sicuramente assolvendo se stessa nella sua qualità di ministra della giustizia.
E siccome non sono un ingenuo, mi rendo conto che ci sono molteplici livelli di responsabilità. In ogni caso, da questo concorso criminoso non può essere escluso il ministero che lei presiede su cui, io credo, grava la maggiore responsabilità. Capisco inoltre che la questione carceraria è complicata e mi chiedo: piuttosto che lo scaricabarile, non sarebbe più semplice dimettersi da tale carica? Sarebbe il solo modo per sottrarsi davvero ad una

Ultimo aggiornamento Venerdì 28 Settembre 2012 12:39

I senza tetto

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di Sergio  Pispisa

Il Direttore Generale dell’ATD Quarto Mondo, una Organizzazione non Governativa Internazionale per combattere la povertà nel mondo, con la quale collaboro come volontario e corrispondente del Forum Permanente di Parigi,  vorrebbe sapere se nella mia città le persone senza fissa dimora, oltre a essere sostenute materialmente e moralmente, vengano aiutate ad esprimere le loro idee, i loro problemi, le loro aspettative, al fine di capire se sia possibile recuperare alcuni di loro nel tessuto sano e produttivo della società.
La condizione dei “Senza Tetto”, o “Homeless”, spesso spregiativamente definiti “Barboni” o “Clochard”, è quella di coloro che sono senza casa  o  fissa dimora; è lo stato in cui si trovano quelli che non possiedono nulla,  neanche un tetto sotto cui ripararsi.
Sono stato vicino agli “homeless” della mia città di Taranto per circa un mese, li ho serviti alla mensa dei poveri, gestita dalla Chiesa Cattolica della Madonna del Carmine, ho dialogato con loro con grande rispetto e umiltà. Ho avuto modo di conoscerli e di capire quali fossero i loro desideri.
Dalle informazioni ricevute dagli organizzatori della mensa, l’anno scorso il numero dei “senza tetto” era intorno a 35 – 40 unità e quest’anno, già dai primi mesi, il numero delle presenze è salito a 70 – 80. Fra questi vi è un’alta percentuale di giovani, più uomini che donne,  dai 22 ai 40 anni, alcuni sono italiani, altri di nazionalità diverse. Poi vi...

Ultimo aggiornamento Martedì 19 Giugno 2012 16:48

Le fabbriche di un divenire inaccettabile

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di Nicoletta Teodosi e Paola Boffo

Uno sguardo all’Europa

A distanza di oltre 50 anni dai Trattati di Roma, la tanto auspicata, delineata e dichiarata Unione politica e democratica europea ancora non ha raggiunto la sua completezza, diciamo che è in continuo work in progress.
Le basi legali ci sono, stabilite appunto dai trattati, sempre perfettibili quando si parla di contesti dove prevalgono principi stabiliti a maggioranza, ma che coesistono con decisioni prese all’unanimità, dove il veto di un singolo Stato membro mette a rischio una decisione rafforzando la fragilità politica endogena dell’Unione.
Il mantenimento della prevalenza degli interessi dei singoli Stati su quelli sovranazionali, infatti, è una delle cause (se ne possono elencare una decina almeno) del rallentamento della costruzione di un’Europa dei cittadini, in cui tutti i cittadini vi si possano riconoscere e coloro che cittadini non sono, possano vivervi in accoglienza, solidarietà e rispetto reciproci.

A fronte delle critiche che vengono rivolte verso tutto ciò che è Europa gli Stati membri, anche se sarebbe meglio dire i governi dei singoli Stati, a seconda del colore politico, assumono un atteggiamento a favore, contro o di traverso.
Le diverse epoche comunitarie sono state caratterizzate da presidenti di Commissione europea proattivi verso il disegno originario (Spinelli e Schumann) che sono riusciti, contesti politici nazionali permettendo, ad incidere verso la costruzione di un’Europa politica ed economica.

Gli anni ’90 sono stati caratterizzati dal libro bianco di Delors “Crescita, competitività e occupazione” che aveva come

Ultimo aggiornamento Venerdì 16 Marzo 2012 17:13

L'Italia è l'Europa!

E-mail Stampa PDF

di Nicoletta Teodosi

E’ universalmente chiaro e riconosciuto come questo Paese sia stato trasformato negli ultimi 25 anni da logiche che non sono state in grado di migliorarlo. Tutto questo é avvenuto con il consenso di oltre il 50% dei suoi cittadini. Non dimentichiamolo!
I nostri concittadini hanno scelto di condividere le proposte politiche, di vita, culturali, economiche che venivano noi avanzate. Per noi, nostro malgrado. Ciascuno di noi ha fatto quello che nel proprio contesto ha ritenuto giusto. Non so se in buona fede, a volte ho qualche dubbio.
Sposo anch'io l'uso del termine sinistra di Nicoletta Pirotta, perché è giusto collocarsi ideologicamente da quella parte per chi ha interesse il bene comune, una società equa, giusta e solidale. E' giusto se avere delle utopie e non delle distopie come chi pensa che presto ci sarà una guerra perché questo è il clima giusto.
Credo che nessuno di noi voglia vivere in un incubo, non credo nei complotti, ma nelle cause e negli effetti che queste comportano. Anche l'uso delle parole crea degli effetti che rischiano di essere devastanti se usati in maniera inopportuna e in contesti sbagliati.

Io credo nell'Europa, in quella della solidarietà, degli scambi, della crescita individuale e collettiva, dei principi e dei diritti.
E a proposito di Europa, uno dei suoi apici è stato il 2000, quando è stata emanata la Carta dei diritti fondamentali, non perché vi fosse bisogno di un’ulteriore dichiarazione, ma per il modo in cui essa era stata redatta: attraverso una ampia consultazione tra forze anche e soprattutto laiche, ivi compresi i sindacati (a livello europeo sempre), le reti europee della società civile. Io c'ero e con me molti altri.
Poi è arrivata la stagione della Convenzione per la riforma del Trattato, che ha visto i Parlamenti europeo e nazionali,

Ultimo aggiornamento Domenica 11 Dicembre 2011 09:15

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