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Sviluppo locale Un'idea nata in Europa che si è persa per strada

VDossier

VDossier Numero 1

La via della sostenibilità
Verso uno sviluppo territoriale con il volontariato protagonista

Sviluppo locale Un'idea nata in Europa che si è persa per strada di Nicoletta Teodosi

 

Le reti europee hanno iniziato a parlare di sviluppo locale alla fine degli ’80, primi ’90. Era il periodo in cui nascevano organismi sovranazionali non governativi, che mettevano insieme gruppi di organizzazioni di base, che operavano in quelli che oggi chiamiamo “servizi di prossimità”, con un unico denominatore comune: essere non profit ed avere come interlocutori primari le municipalità e le persone in povertà. Si diceva “lavorare con e non solo per”, che stava a significare dare un ruolo proattivo a chi era destinatario dei servizi di assistenza e non solo beneficiario.

Tra queste reti la più grande è European Anti Poverty Network (Eapn) - www.eapn.eu - che ha dato vita al Cilap (Collegamento italiano di lotta alla povertà) - www.cilap.eu - e a 31 reti nazionali nei 28 Stati membri più Islanda, Norvegia e Serbia. Non si tratta di agenzie di sviluppo, che sono essenzialmente organismi economici, ma di organizzazioni non profit indipendenti, che a partire dal lavoro sul terreno contribuiscono ad informare, sensibi­lizzare, formare, scambiare buone prassi in favore delle persone in povertà o in condizione di esclusione sociale. Migliorare le condizio­ni di queste persone, significa far migliorare tutto ciò che sta loro intorno e non viceversa (come si diceva qualche anno fa, “il ricco fa arricchire chi non lo è”).

È da questo osservatorio che vogliamo partire, perché riteniamo, che quando parliamo di sviluppo locale, si deve intendere quel processo che mette insieme attori diversi, con mission e mandati differenti, ma che hanno uno scopo comune: migliorare il contesto sociale, ambien­tale ed economico in cui essi operano, vivono, esercitano la propria influenza.

Gli anni '90 e la nascita dei Fondi europei

Sono dei primi anni ‘90 i primi corsi di formazione per “agenti euro­pei per lo sviluppo locale”: incontri residenziali annuali, che si tene­vano a rotazione nei diversi Stati (allora meno di 20), durante i quali decine di

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Intervista al Presidente del CILAP EAPN Italia di Secondo Welfare

POVERTÁ E INCLUSIONE / 
 
Il SIA non va: intervista a Nicoletta Teodosi
 
Troppi vincoli per l’accesso, molte domande rifiutate e famiglie con un solo figlio escluse dalla misura, questo il quadro del Cilap-Eapn

http://www.secondowelfare.it/povert-e-inclusione/il-sia-non-va-intervista-a-nicoletta-teodosi.html

Redattore Sociale 15 gennaio 2015

Reddito minimo a più velocità in Ue. Studio dell'Eapn: "Misura fondamentale"

Lo European anti poverty network rilancia l’appello ai pesi membri al termine di una ricerca finanziata dalla Commissione condotta tra il 2013 e il 2014. Su 30 paesi osservati in 28 hanno misure di reddito minimo. Tranne Italia e Grecia

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Intervista alla LaProvincia

Intervista al Presidente del Cilap Nicoletta Teodosi del giornale La Provincia dello scorso 27 giugno 2016

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Il Fatto Quotidiano 9 ottobre 2014

Adesione convegno Le povertà invisibili

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