24 aprile 2013 - incontro di valutazione tra Commissione europea sulla bozza di Accordo di Partenariato per la prossima programmazione 2014-2020 presentato dal Governo italiano.
1. Il Cilap Eapn Italia ha partecipato all'audizione aperta alla partecipazione delle parti economiche e sociali e delle rappresentanze della società civile promossa dal Dipartimento per le politiche di sviluppo e coesione il 27 febbraio u.s., nell'ambito del confronto partenariale per la predisposizione della Proposta di accordo di partenariato, come previsto dal documento "Metodi e obiettivi per un uso efficace dei fondi comunitari", in particolare nell'ambito dei lavori del Tavolo tecnico C "Qualità della vita e inclusione sociale".
Durante l'incontro mettemmo in evidenza alcuni aspetti che secondo noi erano da chiarire, come ad esempio: capire bene cosa si intende per innovazioni sociali, che non è detto che debbano coincidere con qualcosa di “nuovo”; innovativo potrebbe essere anche mettere a regime le pratiche storiche efficaci ed efficienti. Senza un sistema di valutazione o di autovalutazione è ovviamente difficile definire quali sono queste pratiche se non tenendo conto degli effetti che possano avere sui destinatari e che solo da un livello di soglia (servizi sociali e sanitari) è possibile ottenere, in assenza di sistemi informativi che producano dati certi e rilevabili. In quel momento fu proposto un mutual learning e/o una peer review tra Regioni (includendo anche gli ambiti) per verificare gli effetti delle azioni contenute nei piani di zona sociali. Altri temi toccati nell’intervento furono il reddito minimo e il progetto people experiencing poverty di cui fu sottoposta la proposta di housing sociale (housing first).
2. Il 24 aprile, via streaming è andato in onda il confronto tra Commissione, Governo e Regioni sull’obiettivo tematico 9 – inclusione sociale e lotta alla povertà (promuovere l’inclusione sociale e combattere la povertà). Al tavolo i rappresentanti della Commissione e della Direzione generale Politiche Sociali del Ministero del Lavoro.
Il giudizio della Commissione sulla bozza di Accordo di Partenariato presentato dal Governo italiano è lapidario: proposta troppo ampia e confusa che la rende inaccettabile perché
Politiche di coesione
incontro di valutazione tra Commissione europea sulla bozza di Accordo di Partenariato per la prossima programmazione 2014-2020
Povertà, Diritti Umani, Diseguaglianze

Le previsioni d'inverno per il 2013 – 2014 della Commissione Europea, pubblicate lo scorso 22 febbraio, indicano per il 2013 su base annua un livello di crescita del PIL nell'UE, pari allo 0,1%, e una contrazione pari a -0,3% nella zona euro. Secondo la Commissione la causa risiede nel processo di aggiustamento di bilancio, che continua a pesare sulla crescita a breve termine, ma con l'avanzare di tale processo, si consoliderà la base della crescita nel 2014, che, secondo le proiezioni, sarà dell’1,6% nell'UE e dell’1,4% nella zona euro. Inizialmente la ripresa della crescita sarà trainata dalla domanda esterna, poiché “i consumi e gli investimenti interni sono frenati dalla combinazione di debolezza del ciclo, incertezza e protrarsi dell'aggiustamento dei bilanci e della ridistribuzione delle risorse all'interno dell'economia.” Le parole e le espressioni utilizzate sono perifrasi intese ad attenuare una situazione troppo cruda, sintetizzabile nella previsione che l'attuale debolezza dell'attività economica comporterà quest'anno un incremento della disoccupazione all’11,1% nell'UE e al 12,2% nella zona euro.
In questo contesto quanto senso ha discutere di politiche per il contrasto alla povertà e la riduzione delle ineguaglianze, come si è fatto nei giorni scorsi a Strasburgo, in una Conferenza internazionale organizzata dal Consiglio d'Europa in cooperazione con la Commissione Europea ? “Povertà e Diseguaglianza nelle Società dei Diritti Umani: il paradosso delle democrazie – Proposte per una società inclusiva” si è tenuta fra il 21 e il 23 febbraio e ha raccolto i contributi degli esperti e delle
Contributo alla consultazione sul documento “Metodi e obiettivi per un uso efficace dei Fondi comunitari 2014-2020”
elaborato dal Ministro per la Coesione territoriale, d’intesa con i Ministri del Lavoro e delle Politiche Sociali e delle Politiche Agricole, Alimentari e Forestali (dicembre 2012)
Riteniamo ridondante ogni riferimento agli obiettivi posti dalla Strategia Europa 2020 e dal PNR 2012 per l'Italia in merito alla lotta contro la povertà, ma riteniamo opportuno richiamare:
il documento “Metodi e obiettivi per un uso efficace dei Fondi Comunitari 2014-2020”, approvato dal Governo lo scorso 27 dicembre, dove si legge: “Da gennaio all’inizio della primavera 2013, sulla base degli indirizzi definiti da questo documento, le amministrazioni e le parti interessate parteciperanno (con il coordinamento del Ministro per la Coesione Territoriale – DPS sul piano amministrativo-tecnico –, del Ministero del Lavoro e delle Politiche sociali e del Ministero delle Politiche agricole, alimentari e forestali e di intesa con il Ministero dell’Economia e delle Finanze) al confronto tecnico-istituzionale volto a orientare la redazione dei documenti di programmazione.
Il Documento di lavoro dei servizi della Commissione “Il principio di partenariato nell'attuazione dei Fondi del quadro strategico comune – elementi per un codice di condotta europeo sul partenariato” dove si legge che “Per il FSE, è essenziale la partecipazione delle parti economiche e sociali al partenariato. Partner chiave saranno anche le autorità regionali e locali, come pure le camere di commercio, le associazioni imprenditoriali, le associazioni per la formazione dei lavoratori, gli istituti di istruzione e formazione, i fornitori di servizi sanitari e sociali, le ONG e le organizzazioni specializzate nei campi della parità di genere, della non discriminazione e dell'inclusione sociale, con forti legami con i gruppi svantaggiati come le persone con disabilità, i migranti, i rom, ecc.
In riferimento alla Missione 3: “qualità della vita e inclusione sociale”; area tematica comunitaria 9 “Promuovere l'inclusione sociale e combattere la povertà”, risultati attesi di cui non sono disponibili indicatori nazionali e alle azioni riteniamo che:
- Potenziamento dei servizi di cura: l’invecchiamento della popolazione deve obbligare le amministrazioni locali (sociali e sanitarie) a garantire assistenza e cure di lunga durata per i non autosufficienti o parzialmente autosufficienti nella loro abitazione (diritto alla salute costituzionalmente riconosciuto) attraverso misure di prevenzione (non è sufficiente dire che “la
The “Cohesion Pact”: Weathering the Crisis
Pubblichaimo il Report di Marjorie Jouen per Notre Europe su "Patto di coesione": superare la crisi nella versione inglese.
La sfida della coesione è più grande che mai
Di Brian Harvey[1]
Quasi dimenticati nel bel mezzo della crisi greca, ci sono il trattato fiscale e di austerità[2]: che rappresentano una nuova fase dei fondi strutturali, la cui regolamentazione è stata pubblicata nel mese di ottobre 2011 e che saranno definiti quest’anno. Saranno discussi dal Parlamento Europeo quest’estate e votati per la prima volta in settembre.
La nuova fase dei fondi strutturali per il periodo finanziario dal 2014 al 2020, ha una storia travagliata. In primo luogo, il tentativo di agganciare i fondi all’inclusione sociale, come proposto da Fabrizio Barca[3], era troppo radicale per la ultra-conservativa Commissione Europea e, in quell’occasione, è stata persa la più grande opportunità di riforma in 20 anni. In secondo luogo, i fondi strutturali sono strettamente vincolati alla Strategia EU2020, che aveva tra i suoi cinque obiettivi quello di ridurre la povertà per 20 milioni di persone. Sebbene i governi degli stati
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