Una delle ultime circolari emanate dal DAP alle Direzioni delle carceri riguarda la carta igienica: ai non “abbienti” viene fornita dallo Stato, gli “abbienti” se la devono comprare. E viene stabilito il limite per definire “abbiente” o “non abbiente”: chi ha sul proprio libretto di c/c più di 10 (dieci!) euro è considerato “abbiente”.
Secondo me questo solo dato riassume in sé la cifra del degrado culturale che dà luogo ad un modello di carcere fuori da ogni parametro legale e costituzionale, fuori dal concetto di diritto naturale, fuori misura e fuori controllo. Talmente fuori che parlare di violazione della dignità per le persone detenute è un eufemismo, parlare di civiltà giuridica è una bestemmia! Io direi che si può legittimamente parlare di <<riduzione in schiavitù>> dei vecchi e nuovi poveri, una fascia sociale in costante espansione. Si dice (nei resoconti giornalistici e nei dati statistici) che un terzo delle persone detenute sono tossicodipendenti ed un altro terzo sono migranti. In verità io credo che si debba parlare di tossicodipendenti e migranti poveri, giacché i tossicodipendenti e migranti non poveri (e pure incappati nelle maglie della giustizia) che possono avvalersi di un’adeguata difesa sono molti di più di quelli incarcerati. Il problema, dunque, non è questione di colpevolezza o innocenza (senza dimenticare che il 50% delle persone detenute non sono giudicate in via definitiva e dunque da considerare innocenti!). La desertica sete di carcere, culturalmente veicolata fino a farla sedimentare nel completo corpo
Inclusione sociale
Carcere e povertà
L’Unione europea è in pericolo: bisogna dare la priorità alla Solidarietà e a un’Europa inclusiva

In vista del Consiglio dell’UE dell’8 e il 9 dicembre che verterà sulla crisi dell’eurozona e deciderà le prime misure da attuare nel prossimo semestre economico, EAPN si rivolge ai Primi Ministri per ribadire l’urgenza di dare, nel quadro della Strategia Europa 2020, la priorità alla solidarietà e all’inclusione.
Ludo Horemans, Presidente di EAPN dichiara che: « E’ inaccettabile che tutta Strategia Europa 2020, la crescita inclusiva e l’obiettivo di riduzione di povertà siano ormai completamente subordinati la quello di stabilizzazione dell’euro attraverso misure che generano più povertà, più esclusione, più disuguaglianze .
Nella sua lettera ai Primi Ministri EAPN ricorda i risultati dell’ultima indagine di Eurobarometro (20 novembre) da dove si evince chiaramente che i cittadini europei esprimono ormai un giudizio quasi disastroso delle azioni delle istituzioni europee dando loro sempre meno credito.
Fintan Farrell, direttore di EAPN dichiara che: «E’ vitale che i servizi pubblici siano di qualità e accessibili a tutti, ed è altrettanto vitale che questi servizi vadano di pari passo con investimenti nei sistemi di protezione sociale,
Gli anni zero
di Vincenzo Picardi
Nella vulgata storica il primo decennio del XXI secolo, in continuità con gli anni novanta, ottanta, settanta, ecc. del secolo scorso sarà etichettato come “gli anni zero”.
Nel nostro Paese, il decennio appena trascorso sarà simbolicamente condizionato dal numero “0”, segno distintivo di un paese immobile, fermo e accartocciato su se stesso, lungo tutto il periodo che va dal 2000 al 2010.
In una decade apertasi con le parole d’ordine di: sviluppo basato sulla conoscenza, competitività nei mercati aperti, globalizzazione delle transazioni su scala planetaria, ci
Verso il 2014: l’Europa che vogliamo

Move your mouse over imageIl Consiglio italiano del Movimento Europeo ha deciso di lanciare una campagna per gli Stati Uniti d'Europa.
Il Trattato di Lisbona, concepito ed elaborato fra il 2002 ed il 2007, ha messo in luce i difetti di un compromesso intergovernativo che sono apparsi ancora più evidenti dopo l'esplosione della crisi finanziaria internazionale.
Già a pochi mesi dall'entrata in vigore del nuovo Trattato, i governi hanno deciso di avviare una procedura di modifica per costituzionalizzare il meccanismo di garanzia per i paesi dell'eurozona.
Le limitate modifiche decise dai governi non risolvono tuttavia la questione del governo economico dell'Unione europea.
In questo quadro è ripreso in molti paesi europei – ma purtroppo non fra le forze politiche e nei media in Italia - il dibattito sulle due vie alternative dell'integrazione europea:
- quella che deve condurre l'Unione a realizzare la sua finalità federale e dunque la sua evoluzione verso gli Stati Uniti d'Europa
- e quella del ritorno all'apparente difesa degli interessi nazionali all'interno di un quadro politico ed istituzionale
Se il welfare diventa la vera priorità
di Vincenzo Picardi
pubblicato su: La Gazzetta del Mezzogiorno - Edizione nord barese 14 aprile 2011
Negli ultimi dieci anni in Italia e nella nostra regione il sistema di welfare è profondamente mutato. A fianco al ruolo di regolamentazione e programmazione dei servizi e degli interventi sociali affidato ai soggetti pubblici (Regione, Comuni) si è sviluppata la presenza di soggetti privati coinvolti nella gestione ed erogazione dei servizi rivolti ai cittadini, soggetti che per lo più hanno assunto la forma di enti non profit, ossia di organizzazioni di diritto privato che non hanno come obiettivo il perseguimento del profitto ma il perseguimento dell’interesse generale e della promozione umana.
La diffusione di nuove modalità di erogazione dei servizi sociali, che i soggetti pubblici e privati concorrono ad
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