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Povertà energetica, la "ricetta" europea per aiutare i consumatori vulnerabili

povertà energeticaInformare i consumatori sulle buone pratiche energetiche e aiutarli a ridurre i costi della bolletta. È l’obiettivo del progetto
europeo Smart-Up, presentato questa mattina a Roma da Aisfor. In tre anni saranno assistite 5mila persone in Europa e avviati corsi di formazioni rivolti a operatori sociali.

Roma - Combattere la povertà energica rendendo più informati i consumatori vulnerabili. È lo scopo del progetto europeo Smart-Up, promosso dall’Aisfor. L’iniziativa è stata presentata questa mattina a Roma durante il convegno sul tema “Consumatori Vulnerabili e Povertà Energetica”, organizzato da Cesv (Centro Assistenza Volontariato) e Cilap (Nodo
nazionale della rete europea alla lotta alla povertà).

Smart-up prevede l’*assistenza diretta per tre anni di 5 mila consumatori vulnerabili in cinque Paesi diversi* (Francia, Spagna, Regno Unito, Malta e Italia). *L’obiettivo finale è quello di ridurre i costi della bolletta attraverso l’adozione di buone pratiche di consumo*. Saranno, inoltre, attivati corsi di formazione per operatori sociali e tecnici energetici.
“Vogliamo combattere la povertà energetica”, ha spiegato Marina Varvesi, di Aisfor, partner italiano del progetto. “I

consumatori vulnerabili sono persone che fanno fatica a soddisfare i loro bisogni per l’elettricità e il riscaldamento. Hanno entrate economiche basse, molto spesso sono anziani invalidi. Ma rientrano in questa categoria anche chi ha delle scarse
conoscenze informatiche e chi ha bambini piccoli e per questo vede aumentare i propri bisogni energetici. La maggior parte, inoltre, vive in zone isolate o rurali. Tutte queste persone spendono più del dieci per cento per il consumo di energia”.

La mancata spesa per i riscaldamenti si traduce a lungo andare in spesa per la propria salute. “La temperatura consigliata in casa è tra i 18-24 gradi.
Sotto i 16 gradi si possono avere dei problemi respiratori; dai 12 ai 9 gradi si compromette la circolazione sanguigna; al di sotto dei 5 si può incorrere in ipotermia. Inoltre, spesso si tende a riscaldare solo una stanza: gli sbalzi di temperatura possono provocare influenze, dolori reumatici ma anche cadute e incidenti domestici negli anziani”, ha
continuato Varvesi.

*Per combattere la povertà energetica bisogna essere prima di tutto dei consumatori informati*, come ha spiegato Antonella Bertazzi, della Direzione Consumatori e utenti Autorità per l’energia elettrica e il gas: “Le famiglie disagiate possono usufruire del bonus elettrico e di quello per il gas che prevedono uno sconto annuale rispettivamente del 20 per cento e del 12 per cento sulla bolletta. La cifra aumenta in base al numero dei componenti della famiglia: per il bonus elettrico si va dai 71 euro per una o due persone, ai 91 euro per 3-4 membri, fino ai 153 euro per le famiglie con più di 4 persone. Per il bonus gas, si va da un minimo di 33 euro a un massimo di 100 euro”.

*Dal 2010 al 2015, un milione di persone ha usufruito dei bonus, soprattutto a Sud e nelle isole.* “È un numero molto basso. Abbiamo calcolato che ne avrebbero diritto 3,5 milioni di persone per il bonus elettrico e 2,5 milioni per il bonus gas, invece questi consumatori non fanno richiesta perché non sono informati”. Per Pieraldo Isolani dell’Unione Nazionale dei Consumatori, si possono ridurre i consumi attraverso dei semplici accorgimenti: “Dovremmo dotare ogni termosifone di
una valvola termostatica. Bisogna, poi, sapere che il riscaldamento autonomo è economico solo per i piccoli condomini con meno di quattro abitazioni. Le caldaia autonome sono antieconomiche e consumano dieci volte di più di quelle centralizzate. Inoltre, se non si fa periodicamente la manutenzione, possono essere anche pericolose”.