Abbiamo ricevuto e pubblichiamo volentieri da un nostro associato la lettera aperta che Luigino, piccolo fratello del Vangelo, che ha dedicato la sua vita agli zingari con i quali vive in un campo vicino a Bologna, ha scritto in risposta all'invito di Migrantes in occasione dell'udienza papale e del pellegrinaggio dei Rom e dei Sinti al Santuario della Madonna del Divino Amore di Roma, nel 150° anniversario della nascita del Beato Cefirino.
Mi piacerebbe, mi interesserebbe, mi starebbe a cuore sapere del sig. Mircea, (?) papà dei quattro bambini morti bruciati nella loro baracca a Roma alcune settimane fa: che ne è, come sta, cosa fa, dov'è, in che situazione si trova; così come la sua famiglia. Così, anche, del resto della "sua" gente, che da qualche decennio fa parte della "mia" gente ( o per lo meno tenta....).
Questa storia dei roghi che continua ( Ponticelli, Pisa, Roma, 1,2,3....)!...
Ma dopo Auschwitz non si era detto "Mai più"?
Il presidente della Repubblica ha voluto essere vicino; il Ministro ha dato disposizioni; il Papa ha inviato un messaggio; il Sindaco ha traslocato....
Come sta il sig. Mircea? Come stanno i miei amici?
L'informazione .... mi informa (!) che sono "brutti", "sporchi" e "cattivi", ma questa non è una news !..
La chiamo, questo tipo di informazione" livello Canale 5 ", quella sempre accesa presso baracche, roulottes e varie periferie umane, tra Grandi Fratelli e Isole dei famosi e quiz insulsi dove puoi avere, con un po' di *'fortuna ", dei bei soldini in più.
2010 l'anno europeo di lotta alla povertà
Lettera aperta di Luigino
Quando la giustizia diventa clandestina
di Giuseppe Brancaccio Osservatorio Indipendente sulle Povertà
Bisogna partire da un dato di fatto: in Italia ogni 4-5 anni è necessaria una sanatoria per regolarizzare i lavoratori immigrati. Questo avviene perché le leggi sull'immigrazione hanno prodotto una demenziale burocrazia e centinaia di migliaia di lavoratori onesti, necessari e irregolari. Pochi si interrogano sulle ragioni di questo fallimento. I dibattiti sul tema sono avvilenti e ripetitivi: la destra al governo esibisce come un trofeo il numero di poveracci indifesi – poche migliaia di richiedenti asilo e di disperati - respinti nella miseria, quando non nelle carceri di Gheddafi; la sinistra contesta i numeri e afferma che i “clandestini” sono ancora troppi, vantando ben altra capacità repressiva. La questione di fondo - come evitare che gli immigrati cadano nelle grinfie di trafficanti, caporali o delinquenti – è puntualmente elusa.
IX INCONTRO EUROPEO DELLE PERSONE IN POVERTA
2010 : verso un nuovo patto sociale
Rapporto sintetico
INTRODUZIONE
Il nono Incontro europeo delle persone in povertà si è concentrato su due aspetti prioritari : 1) la valutazione dei risultati ottenuti dagli incontri precedenti; 2) le priorità future per andare verso l’adozione di un nuovo patto sociale che faccia leva sulle opportunità aperte dal 2010, Anno europeo di lotta contro la povertà. Hanno partecipato all’Incontro 130 delegati (persone in povertà) provenienti dai 27 stati dell’Unione europea e dalla Norvegia, 80 rappresentanti delle varie istituzioni dell’Unione, delle ONG e del mondo accademico.
Verso un Piano di lotta contro la povertà e per l'inclusione sociale

Cilap Eapn Italia
Documento della delegazione italiana al Nono Incontro europeo delle persone in povertà
Maggio 2010
presentazione rapporto per nono incontro europeo delle persone in povertà
FIRENZE - venerdì 18 giugno ore 12:30
presso SALA STAMPA – PALAZZO VECCHIO
Interverranno:
La delegazione italiana agli Incontri europei delle persone in povertà
Letizia Cesarini Sforza – Coordinatrice nazionale CILAP – EAPN ITALIA
Don Andrea Bigalli – Presidente Ass. Differenze Culturali e Nonviolenza – Firenze
Alessandro Martini – Direttore Caritas Diocesana - Firenze
Stefania Saccardi – Assessore Comune di Firenze
Antonella Coniglio – Assessore Provincia di Firenze
Salvatore Allocca – Assessore Regione Toscana
Art. 3 Costituzione della Repubblica Italiana
Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.
È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.
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