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Sintesi del rapporto del decimo Incontro europeo delle persone in povertà, 13 e 14 maggio 2011, Bruxelles

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ICE - INCREASING PARTICIPATION AND CITIZENSHIP IN EUROPE
UN PROGETTO GRINDTVIG PER DARE VOCE A CHI NON NE HA

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XII Assemblea generale EAPN - dichiarazione finale

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Una campagna: "Dichiariamo illegale la povertà"

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La politica di coesione è inquadrata nel contesto della crisi economica e della strategia Europa 2020. Con la crisi i progressi costanti del primo decennio del secolo sono stati annullati

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Messaggio condiviso dalle ONG sociali attraverso tutta l'Europa

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Il 2010 Anno europeo per combattere la povertà e l’esclusione sociale.

Il 2010 è stato designato come Anno europeo contro la povertà e l’esclusione sciale. L’anno si inserisce in un momento di forte crisi finanziaria, economica e sociale. Parte della risposta necessaria a contrastare questa crisi sta nel rinnovamento della visione comune rispetto al tipo di società che vogliamo realizzare. Un impegno a costruire un’Europa dove donne ed uomini di tutte le età possano vivere liberi dalla povertà e dall’esclusione sociale dovrebbe essere il messaggio forte dell’Anno 2010. Ciò allo scopo di contribuire alla definizione di un concreto piano d’azione da utilizzare per contrastare la crisi corrente.

La povertà e l’esclusione sociale sono............

 

Avere i tuoi diritti umani calpestati

 

 

Lavorare a tempo pieno ma non guadagnare abbastanza per vivere una vita dignitosa

 

 

Difficile parlare, ma quando comincio a parlare con altri non mi sento diverso da loro e non sono imbarazzato

 

 

Una pressione costante. Ti fa sentire depresso. Nessuno mi ha preparato a vivere in condizioni così difficili

 

 

I miei figli erediteranno la mia povertà

 

 

I giorni senza pane sono i più lunghi

 

 

Quello che esclude realmente i senza fissa dimora è il tempo. Sempre in attesa, sempre in movimento

 

 

Svegliarsi in una casa in pessime condizioni ti fa passare la voglia di fare alcunchè

 

 

Ogni agenzia chiede gli stessi documenti. Ed ogni volta sempre più fotocopie

 

 

Rubare il nostro futuro tenendoci distanti dalla società basata sulla conoscenza

 

 

Sono pagato regolarmente ma i miei debiti continuano comunque ad aumentare

 

 

Io sono anziano e vivo da solo, sono malato. Ho paura della solitudine...Piango molto, ma cerco di apparire calmo e contenuto quando esco

 

 

Io sono senza documenti, quindi per voi non esisto

 

 

(Voci di persone in situazione di povertà raccolte in Europa)

 

 

La povertà è un fenomeno multidimensionale.

 

Non è semplicemente la mancanza di risorse e di reddito, sia attraverso il lavoro che i sussidi. La povertà si coniuga con le nozioni di vulnerabilità, precarietà, mancanza di opportunità, ingiustizia e diniego dei diritti quali l’accesso all’educazione, alla salute, all’alloggio, al lavoro, ai servizi e alle infrastrutture, così come l’accesso all’informazione, alla cultura e alla partecipazione politica.

 

Al fine di contrastare la crisi mondiale finanziaria ed economica, le Ong sociali sono preoccupate dal fatto che la strategia corrente dell’UE basata su “crescita e lavori” senza attenzione al benessere, all’inclusione, alla partecipazione ed alla redistribuzione ha fallito nel delineare un’Europa sociale dove ognuno possa avere accesso ai diritti fondamentali.

 

Il 2010, Anno europeo contro al povertà e l’esclusione sociale, rappresenta una opportunità per intraprendere cambiamenti politici che possano avere un reale impatto sul contrasto alle ineguaglianze e sulla creazione di un’Europa libera dalla povertà a lungo termine. Per questi motivi è nostra intenzione attivare una mobilitazione a livello locale, nazionale ed europeo.

 

 

La povertà è una realtà quotidiana per milioni di persone attraverso tutta l’Europa

 

Il 17% della popolazione europea è a rischio di povertà, circa 79 milioni di persone

(Dato eurostat del 2007)

Non ci sono state diminuzioni significative di persone a rischio di povertà dal 2000 ad oggi (era il 15% della popolazione nel 2001 nell’Europa a 15), mentre prima della crisi c’era stato anzi un aumento in 5 stati membri. Combattere la povertà e l’esclusione sociale deve tenere in conto anche la dimensione di genere.

30 milioni di persone sono malnutrite nell’UE (Congresso degli esperti di nutrizione, agosto 2009)

Avere un lavoro non sempre è sufficiente a proteggere le persone dal rischio di povertà. Nel 2007, l’8% dei cittadini occupati nell’Europa a 27 (di età superiore ai 18 anni) viveva sotto la soglia della povertà; ciò significa circa 19 milioni di lavoratori poveri.

Nel 2007 il reddito del 20% dei più ricchi nell’UE era quasi 5 volte più alto del reddito del 20% dei più poveri.

Il 4% della popolazione (circa 19 milioni di persone) vivono in Europa senza un proprio bagno dotato di acqua corrente.

Il 18% delle persone in Europa ha grandi problemi di alloggio.

Il 64% dei cittadini europei crede che un maggior numero di decisioni politiche dovrebbe essere adottato a livello europeo al fine di tutelare i diritti sociali (Eurobarometro, settembre 2009)

 

 

 

 

 

Porre fine alla povertà e all’esclusione sociale attraverso l’Europa significa

 

Accesso ai diritti e dignità per tutti.

E’ orami tempo, una volta per tutte, di spezzare gli stereotipi relativi alle persone che sperimentano la povertà: non esistono poveri “meritevoli” o “non meritevoli”. La crisi economica e i cambiamenti nei sistemi di protezione sociale hanno lasciato sempre più persone esposte alla povertà e all’insicurezza con il risultato che in realtà la povertà non può più essere vista come un fenomeno distante e remoto. I diritti sociali, alla salute, all’alloggio, all’educazione, alla cultura e al reddito sono diritti fondamentali che devono essere messi a disposizione di tutti, indipendentemente dall’età. Dal genere o dallo status legale. Il ciclo della trasmissione intergenerazionale della povertà deve essere spezzato. I principi di solidarietà, eguaglianza tra donne ed uomini, pari opportunità per tutti e non discriminazione devono orientare le politiche mirate a porre fine alla povertà e all’esclusione sociale.

 

Un’economia al servizio delle persone e dell’interesse pubblico.

Il sistema economico europeo deve essere ridisegnato al fine di salvaguardare le persone dalla povertà e dall’esclusione sociale. Maggiori investimenti pubblici ed una redistribuzione più equa delle risorse e del benessere devono riacquistare un posto centrale nel delineare le politiche sia economiche che sociali. Deve essere promossa l’economia sociale allo scopo di collegare le attività economiche con obiettivi sociali quali l’accesso ai servizi di cura, ad un lavoro decente e ad un alloggio dignitoso. Ciò non solo per rispondere ai bisogni emergenti nelle comunità locali ma anche come fonte di occupazione, in particolar modo per i gruppi e le persone maggiormente vulnerabili e a rischio di esclusione sociale e di povertà.

 

Mobilitare tutte le politiche

La povertà è dovuta a cause sia strutturali che personali e viene generata e perpetuata ogni giorno tramite politiche inadeguate e mancanza di volontà politica. La povertà non può essere accettata come parte della struttura della società. E’ tempo di ripensare il sistema – al fine di mettere in atto politiche dove la solidarietà, i diritti sociali e il bene pubblico vengano messi al primo posto. Costriure un’Europa libera dalla povertà richiede che tutte le politiche – sociali, economiche, del lavoro, della salute, dell’educazione, della culutra, dell’alloggio – siano mobilitate e coordinate a tutti i livelli ed attuate con un metodo che le rafforzi mutualmente.

 

Garantire servizi universalisti e provvedere alle necessarie misure mirate allo scopo.

Servizi universalisti accessibili per tutti sono le essenziali fondamenta per correggere le ineguaglianze che portano alla povertà e all’esclusione sociale. Inoltre, sono necessarie specifiche misure che riconoscano la particolare vulerabilità e la estesa violazione dei diritti fondamentali delle persone che affrontano situazioni di estrema povertà e di esclusione sociale.

 

Partecipazione e impegno

La partecipazione e l’impegno di ciascuno sono centrali per costruire società inclusive. A questo fine sono essenziali istituzioni democratiche forti e ben funzionanti che assicurino la difesa dell’interesse pubblico. La trasparenza e l’affidabilità da parte dei decisori politici sono necessarie per un’accresciuta fiducia nel processo democratico. La democrazia partecipativa è necessaria e deve assicurare che vengano ascoltate e tenute in considerazione le voci delle persone che sperimentano la povertà e l’esclusione sociale. Il coinvolgimento degli individui attraverso attività di volontariato dovrebbe essere sostenuto e promosso. Sono necessari inoltre particolari sforzi al fine di migliorare le conoscenze e le competenze delle persone in situazione di povertà e di esclusione sociale allo scopo di farle partecipare attivamente alla vita delle comunità locali dove esse vivono.

 

Solidarietà attraverso tutto il pianeta.

La dimensione europea della lotta contro la povertà e l’esclusione sociale non può essre dissociata dalle sfide globali legate ai cambiamenti demografici, alle migrazioni, ai cambiamenti climatici, al lavoro dignitoso. Le cause strutturali che generano la povertà sono legate tra loro ed è per questo necessario rafforzare l’integrazione tra le diverse sfide allo scopo di porre fine alla povertà attraverso tutto il pianeta. L’UE ha bisogno di rafforzare il suo ruolo come attore globale finalizzato ad un commercio giusto, alla cancellazione del debito, allo sradicamento della povertà e alla effettiva applicazione di standard di lavoro dignitosi per tutti.

 

IL 2010 MOSTRA CHE ESISTE UN FORTE IMPEGNO POLITICO TESO A COSTRUIRE UNA EUROPA SOCIALE E A PORRE FINE ALLA POVERTA’

E’ NECESSARIA UNA AZIONE POLITICA ADESSO!

 

                   Membri della Coalizione

 AFEM (Association des Femmes de l’Europe Méridionale ) , AGE (The European Older People’s Platform) , ATD QUART MONDE (ATD QUART MONDE ) , AUTISM EUROPE (Autism Europe) , CARITAS EUROPA (Caritas Europa) , CEBSD (The Combined European Bureau for Social Development) , CECODHAS - Housing Europe (CECODHAS - Housing Europe) , CECOP (European Confederation of Workers’ Co-operatives, Social Cooperatives and Participative Enterprises ) , CEV (The European Volunteer Centre ) , COFACE (Confederation of Family Organisations in the EU) , Conference of European Churches (Church and Society Commission of the Conference of European Churches) , EAEA (European Association for the Education of Adults) , EAPN (European Anti Poverty Network) , EAPSD (European Association of Service Providers for Persons with Disabilities) , EBU (The European Blind Union) , EDF (European Disabiity Forum) , EFSC (European Federation for Street Children) , ENAR (European Network Against Racism) , EPHA (European Pubic Health Alliance) , EPPF (International Planned Parenthood Federation European Network ) , EPR (European Platform for Rehabilitation ) , ERIO (European Roma Information Office ) , ESAN (European Social Action Network) , EURAG (European Federation of Older People) , EUROCHILD (Eurochild) , EURODIACONIA (Eurodiaconia) , EWL (The European Women’s Lobby) , FAI (The International Federation of the Christian Associations of Italian Workers ) , FEANTSA (European Federation of National Organisations Working with the Homeless) , FEFAF (European Federation of Unpaid Parents and Carers at Home) , ICSW (International Council on Social Welfare ) , IJJO (International Juvenile Justice Observatory) , ILGA EUROPE (The European Region of the International Lesbian and Gay Association ) , INCLUSION EUROPE (The European Association of Societies of Persons with Intellectual Disability and their Families ) , MHE (Mental Health Europe) , RED CROSS EU OFFICE (Red Cross EU office) , SMES-EUROPA (SMES-MHSE Mental Health & Social Exclusion - Europa) , SOCIAL PLATFORM (Platform of European Social NGOs) , SOLIDAR (Solidar) , WORKABILITY EUROPE (Workabiity Europe) , YES FORUM (Youth and European Social Work ) , YFJ (European Youth Forum)

 LE ONG SOCIALI RACCOMANDANO

 

Una campagna di sensibilizzazione in merito alle cause strutturali della povertà e dell’esclusione sociale.

Lanciare una campagna di sensibilizzazione di alto profilo allo scopo di analizzare le cause e le conseguenze strutturali della povertà e dell’esclusione sociale così come le cause e l’impatto sociale della crisi corrente. Questa campagna dovrebbe mettere in luce il divario crescente tra ricchi e poveri e il ruolo degli Stati nella regolamentazione e nella creazione di ricchezza i cui benefici dovrebbero essere redistribuiti in funzione della realizzazione dei diritti sociali ed economici universali.

 

 

 

Portare avanti il dialogo con le persone in povertà e con le Ong contro la povertà

Le persone in povertà e le organizzazioni che le sostengono sono parti essenziali nella ricerca di soluzioni a lungo termine per il problema della povertà. Le Linee guida europee e nazionali devono essere sviluppate e messe in atto per aumentare la partecipazione e il coinvolgimento attivo nel processo di governance. Sono necessari investimenti finanziari a tutti i livelli, locale, nazionale ed europeo per rendere effettiva la messa in opera delle linee guida e per assicurare la valorizzazione e la partecipazione attiva delle Ong contro la povertà in qualità di partner nel processo decisionale a tutti i livelli

 

 

Un forte messaggio politico dal 2010

 

Una nuova strategia europea di riferimento per lo sviluppo sociale e sostenibile basata sui diritti fondamentali che metta le persone e il pianeta al primo posto e che faccia dello sradicamento della povertà e della disuguaglianza un prerequisito nello sviluppo di tutte le politiche dell’UE.

 

Un Consiglio Europeo straordinario sulla povertà e l’esclusione sociale, con una dichiarazione dei capi di stato e di governo che affermi che la lotta contro la povertà e l’esclusione sociale è una priorità chiave  nell’agenda dell’UE. Tale dichiarazione dovrebbe portare ad una Strategia Europea per l’Inclusione Sociale rivitalizzata (come parte del Metodo Aperto di Coordinamento – MAC) che faccia partecipare tutti i partner interessati ed assicuri progressi nella definizione di obiettivi condivisi a livello nazionale ed europeo sulla lotta contro la povertà. La dichiarazione dovrebbe inoltre favorire passi avanti verso la garanzia di accessibilità per quanto riguarda un lavoro dignitoso e sufficiente a vivere dignitosamente, servizi universali di qualità, un’abitazione decente, un riscaldamento soddisfacente, servizi per la salute e per le cure sanitarie a lungo termine, un reddito minimo adeguato, servizi di formazione e di collocamento.

 

Concreti progressi verso un adeguamento degli schemi di reddito minimo, in grado di portare fuori dalla povertà ogni bambino, adulto o anziano che possa esserne colpito e riconoscere loro un diritto ad una vita dignitosa. Un accordo su una definizione comune di adeguamento e su un metodo comune per stabilire questo adeguamento, così come un regolare aggiornamento in linea con il costo della vita, dovrebbe essere alla base di una Direttiva quadro sul reddito minimo che rappresenterebbe una svolta storica nella cooperazione europea in grado di raggiungere standard sociali più alti.

 

Un impegno a porre fine al fenomeno dei senza fissa dimora che vivono nella strada; costruire una dichiarazione scritta da parte del Parlamento Europeo e sviluppare una definizione di riferimento a livello europeo circa la nozione di senza fissa dimora in grado di raccogliere dati comparabili ed affidabili al fine di aggiornare annualmente le azioni ed i progressi fatti negli stati membri in  relazione al problema specifico ed al suo contrasto.

 

 

 

Reperire risorse finanziarie che garantiscano l’attuazione degli impegni presi per combattere la povertà e l’esclusione sociale

Un programma europeo contro la povertà: un nuovo programma dovrebbe essere costruito sulla sezione dedicata all’inclusione sociale già presente nel programma Progress e dovrebbe fornire maggior sostegno alle attività portate avanti negli stati membri  al fine di rendere capaci i portatori di interesse a livello nazionale di interagire con le strategie europee e di favorire gli scambi di conoscenze e di competenze. Ciò attraverso “progetti dimostrativi” a livello nazionale e locale realizzati nel campo della lotta contro la povertà e l’esclusione sociale. Un tale programma dovrebbe destinare fondi sufficienti a favorire la partecipazione delle persone che sperimentano la povertà nelle decisioni politiche e nel miglioramento delle competenze per se stessi e per le loro organizzazioni. Nuovi impegni per assicurare che i Fondi Strutturali Europei vengano utilizzati nella lotta contro la povertà e l’esclusione sociale.

 

 

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