Abbiamo visitato il campo "Salviati 1" a Roma e abbiamo intervistato un operatore Rom che vive e lavora con una cooperativa sociale nel campo e che è uno delle sette persone che rappresentano l'italia agli Incontri europei delle persone in povertà.
Per rendere il più chiare possibili le condizioni di vita nei campi Rom in Italia agli altri delegati provenienti dagli altri Stati membri dell'Unione europea, agli esperti in politiche sociali e alle autorità europee e nazionali che lavoreranno con noi a Bruxelles il 15 e 16 maggio, abbiamo scelto di provedere per gradi dando, prima una panoramica dei campi Rom in Italia, per poi concentrarci sui campi presenti sul territorio romano teminando poi con una descrizione delle condizioni di vita di un singolo campo, il "Salviati 1".
Si tratta di territori sparsi un po' per tutto il paese ma principalmente concentrati nelle periferie estreme delle grandi città che per lo più condividono gli stessi problemi e le stesse condizioni di vita. Sono territori che le istituzioni preferiscono, nel migliore dei casi ignorare, spesso mostrare la faccia peggiore, a volte, ma non spesso quanto dovrebbero, intervenire con azioni positive. Territori i cui abitanti sono spesso sottoposti a episodi di razzismo e discriminazione da parte dei cittadini non Rom e, purtroppo, anche dai media che, volenti o nolenti, influiscono per lo più negativamente sulla percezione e gli stereotipi che il cittadino si costruisce sui Rom.
The are not official data, yet the 2008 Report of the European Roma Right Center �Security a Non esistono dati ufficiali sulla presenza Rom in Italia. Secondo il rapporto "Security a la italliana � fingerprints, extreme violence and harassment against Roma in Italy� di European Roma Right Center e secondo i dati più attendibili delle ONG, la Comunità Rom in Italia conta circa 150.000 persone, la maggioranza delle quali stabili e non nomadi. Il 50% circa sono cittadini italiani e negli ultimi anni si sono verificati nuovi arrivi dalla Slovenia, ROmania, Ungheria, Croazia, Macedonia, Bosnia e Montenegro. , and
I campi Rom in italia sono classificati in due categorie distinte: i campi legali (nati con il permesso del Comune o legalizzati in seguito) e i campi spontanei, un insieme di camper e baracche venute su dal nulla. Il grado di vivibilità dei campi non sempre dipende dalla loro categoria di appartenenza: ci sono campi spontanei molto vecchi che, nel tempo, hanno ottenuto comunque acqua ed elettricità mentre ci sono campi legali dove mancano i servizi di base. Alcuni campi sono presidiati dalla polizia municipale o statale, altri la vedono pochissimo, altri ancora sono video-sorvegliati.
Ultimamente alla data in cui scriviamo), la polizia a Roma, in accordo con le autorità cittadine, hanno evacuato 11 campi spontanei. Le persone evaquate sono state spostate in altri campi o se ne è persa traccia: 1300 persone circa che sono state cacciate da questi campi oggi vivono non si sa dove, probabilmente nelle baraccopoli che sorgono sempre più numerose sulle rive del Tevere o tra le sterpaglie intorno alla città (o nei parchi o nelle costruzioni abbandonate nella campagna romana o in qualunque altro posto possano nascondersi).
Ad oggi ci sono a ROma, 28 campi, 10 dei quali spontanei, in genere senza i servizi di base anche se in alcuni c'è acqua e luce, almeno nelle zone comuni. I restanti sono più o meno serviti.
In linea generale, si vive in camper di 12 x 2 (anche 10 persone) dove si soffre freddo o caldo, secondo la stagione; le toilette sono chimiche e le docce (in media 4 o 5 per campo) hanno pochissima acqua calda. Non esistono fognature, c'è un fontanile comune per il bucato e, se fortunati, c'è la luce e l'elettricità anche nei camper. A Roma, oggi, circa 6100 persone vivono così.
Il campo di cui ci occupiamo qui si chiama "Salviati 1". Insieme ad altri campi legali e spontanei si trova nella zona est della città, proprio a fianco della linea ad alta velocità Roma-Napoli. E' un campo piccolo con solo 76 persone, specialmente se paragonato al vicino campo "Salviati 2" o al "Casilino 900" che contano, rispettivamente, 270 e 650 abitanti. Però, le condizioni di vita sono le stesse per tutti.
�Salviati 1� is a legal camp, born 14 years ago as a momentary solution to an "Salviati 1"è un campo legale, nato 14 anni fa per rispondere ad un'emergenza e doveva essere temporaneo: dopo 14 anni è ancora lì e le prospettive di andar via per avere finalmente una casa sono nulle.
Come già detto, la vita al "Salviati 1" è molto simile a quella degli altri campi: campers, acqua ed elettricità solo nelle zone comuni, docce e bagni in comune, pochissima acqua calda, pochissima raccolta della spazzatura.....
Molte le cooperative sociali che operano nei campi Rom offrendo sostegno e servizi. Al "Salviati 1" opera da anni la cooperativa socoiale ERMES, una cooperativa composta da operatori Rom e non che, negli anni, hanno sviluppato le competenze necessarie per rispondere efficacemente ai bisogni della Comunità ROm. Nata ufficialmente nel 2006, la cooperativa è emanazione dell'impegno della Comunità di Capodarco di Roma e ha scelto la SCUOLA come il luogo da cui partire per asicurare l'accesso ai diritti di cittadinanza.
ERMES gestisce il servizio bus per portare i bambini a scuola e assicura la mediazione necessaria tra scuola e famiglie. Gestisce laboratori interculturali per facilitare il processo di apprendimento (laboratori sulle favole, laboratori audio-visivi, teatro di marionette e laboratori artistici). ERMES è presente anche con servizi specializzati quali psicoterapia individuale o familiare, sostegno ai giovani e ai giovani adulti, sostegno alla genitorialità.
I problemi principali:
Casa: i camper sono scomodissimi: un corridoio di 12 metri x 2 dove si vive anche in 10. "Noi siamo fortunati - ci dice Mirko Grga - perché siamo solo 3: io, mia moglie che però è praticamente disabile, e nostra figlia, che ha 10 anni, va a scuola ed è proprio brava!".
Lavoro: "Io - continua Mirlo - lavoro per la cooperativa ERMES e guido il bus scolastico dando anche una mano nei progetti contro l'abbandono scolastico". Molti altri lavorano con le cooperative sociali o in piccole imprese private pulendo alberghi e uffici, facendo lavori manuali in fabbrica o lavorando nelle case. "Ma - ci dice Mirko - a meno che non si lavora in una cooperativa sociale, dobbiamo stare molto attenti a non far sapere che siamo Rom se vogliamo tenerci il lavoro". Altri sono ambulanti e lavorano nei mercati, altri ancora hanno la loro piccola impresa come, per esempio, la vendita di macchine usate. Poi "ci sono tanti bravi musicisti però la maggior parte è senza lavoro".
Servizi e indennità sociali: in Italia, la cassa integrazione guadagni è solo per alcune categorie di lavoratori; le indennità per i disabili sono poche e difficili da avere; non c'è reddito minimo garantito a livello nazionale; le indennità dipendono sempre più da dove hai avuto la fortuna di nascere e risiedere e comunque non bastano per vivere decentemente e sono accordate di anno in anno, a seconda delle risorse dipsonibili.Ultimamente il governo ha istituito (per unanno) la così detat "social card" con la quale si possono spendere circa 40 euro al mese per la spesa alimentare. Ma le sole persone che possono averla sono: famiglie italiane a bassissimo reddito e con un bambino sotto i 3 anni; gli anziani (over 65) a bassissimo reddito. Sono esclusi gli stranieri e i disabili. "Pochi sono quellli che possono usufruirne, almeno nel mio campo - dice Mirko - Accedere ai servizi è difficile per gli italiani, figuriamoci per noi! C'è la cooperativa ERMES che ci offre servizi e sostegno".
Servizi di base: "Nei camper non c'è acqua corrente o elettricità: solo nelle zone comuni. Le docce sono troppo poche e l'acqua calda è ancor meno. La maggior parte delle strade non è asfaltata e quelle che lo sono hanno bisogno diinterventi urgenti: sono piene di buchi che si riempiono di acqua sporca quando piove. Ma c'è un servizio privato di spazzatura: ERMES organizza pulizia e raccolta spazzatura ma non basta: il campo è sporco e insalubre".
Transporti: "Siamo tra i più fortunato! Abbiamo un autobus che, nominalmente, dovrebbe passare ogni mezz'ora per arrivare alla stazione della metropolitana. Però, per arrivare in centro ci vogliono due autobus che arrivano quando vogliono e una metropolitana: circa 2 ore". SOno fortunati perché in molti altri campi, anche dove vivono in tanti, non esistono trasporti. "Parte del mio lavoro consiste anche nell'accompagnare alla metro chi va a lavorare presto la mattina e torna tardi".
Scuola e istruzione: "l'autobus del Comune di ROma gestito da ERMES funziona bene però ci sono problemi. Molti genitori non mandano i figli a scuola perché non sono ben vestiti e sono sporchi e perché - ed hanno ragione - hanno paura che i loro figli sono vittime di razzismo e discriminazione. Però i maestri sono molto bravi e attenti e ci sono programmi per l'inserimento dei nostri bambini. Sfortunatamente ci sono anche dei genitori che mandano i figli a mendicare". Questo è un fenomeno contro il quale le istituzioni tendono a dare risposte diverse secondo l'attenzione che riceve dai media. Quandonon se ne parla, si fa finta di nulla. Quando succede il "fattaccio" si risponde di solito con mezzi impropri, come per esempio, l'affidamento ai servizi sociali. Mentre, afferma Mirko "questi genitori avrebbero bisogno di essere educati e aiutati". "Ci sono poi alcuni dei nostri ragazzi che vanno alle superiori e sono pure bravi. Però, acnhe qui, nascondono la loro origine o dove abitano e, francamente, non ci sono prospettive una volta usciti dalla scuola perché anche se sono nati in Italia, restano comnque degli stranieri. La cittadinanza italiana è difficilissima da ottenere. Bisogna urgentemente organizzare corsi per la formazione degli adulti però poco o nulla si fa. SOlo le cooperative sociali ci aiutano".
Salute: i Rom italiani usufruiscono del sistema di salute pubblico, come tutti i cittadini italiani. Le cose si somplicano per i non-italiani anche se le emergenze sono coperte dal sistema nazionale. "Ora abbiamo paura della nuova regola che dice che il medico deve denunciare alla polizia un cittadino straniero irregolare che va a trovarlo". la Croce Rossa italiana ha avviato una campagna nazionale di vaccinazione dei bambini che vivono nel campi ROm.
Esempi pratici (dall'intervista a Mirko Grga):
Casa: Viviamo in condizioni non igieniche senza speranze in un futuro migliore. Vivere così è causa di stress psicologico, non c'è privacy. I bambini si vergognano e non possono invitare i loro amichetti: la loro vita sociale è limitata al campo. Le donne fanno una gran fatica per cercare di mantenere puliti e dignitosi i nostri alloggi. Viviamo promiscuamente, non c'è acqua o luce, non ci sono bagni o docce privati. I camper sono pre pericolosi: troppi gli incidenti - acnhe mortali - causati da fili elettrici illegali o da stufe a gas vecchissime. Non c'è senso di proprietà e le persone non curano le loro "case" come dovrebbero, lasciando che vadano in malora.
Di positivo:
Non c'è nulla di positivo, è tutto in negativo.
Di cosa abbiamo bisogno:
Abbiamo bisogno di case a prezzi ragionevoli. Solo se hai una casa o se l'affitti a prezzo ragionevole hai veramente una vita dignitosa. Solo così i bambini potranno integrarsi, le donne cureranno la casa, tutti potremo andare a lavorare. Abbiamo bisogno di case in posti che non siano nuovi ghetti per i ROm ma in zone, anche fuori città, dove possiamo vivere con gli altri. POchi tra noi sono nomadi: i nostri bambini sono nati qui ed è qui che vogliamo stare. Io vivo nel campo da 14 anni e voglio stare in Italia: sono cittadino italliano!
Servizi di base:
1.le nostre "case" non hanno acqua o luce (in questo caso solo se sei collegato illegalmente)
2. Il trasporto pubblico è molto scarso. Abbiamo solo un autobus che dovrebbe (ma non lo fa) passare ogni mezz'ora. E' difficile spostarsi se non hai una macchina.
3. La raccolta della spazzatura lascia moltissimo a desiderare.
4. Le strade sono per la maggior parte non asfaltate e quelle che lo sono sono tutte un buco.
5. Quattro docce per 75 persone (e due scaldabagni) non sono abbastanza per garantire un minimo standard di pulizia personale. Questo è particolarmente pericoloso per la salute dei nostri bambini.
6. Le tolette chimiche sono una vera disgrazia.
Di positivo:
Oggi (27 febbraio) abbiamo un appuntamento al Comune per firmare un protocollo grazie al quale con un pagamento mensile di 50 euro a famiglia potremo avere l'elettricità nelle nostre case.
Il bus scolastico, prima di prendere glli studenti, porta alla mettropolitana i lavoratori.
La coperativa sociale ERMES organizza turni di pulizia che, benché non bastino, sono sempre meglio di niente.
Di cosa abbiamo bisogno:
Di case con acqua, luce, bagno. Di vivere in un quaartiere con le strade asfaltate, con trasporti decenti, con le fogne e il servizio raccolta spazzatura. Con scuole dove i bambini possono andare apiedi. Siamo pronti a pagare le nostre bollette ma datecene la possibilità!
Cose dette durante gli incontri preparatori:
"Non ci può essere la partecipazione dei poveri se non c'è la partecipazione di tutti"
"Ci troviamo davanti a un muro ma è da dimostrare che il muro è più duro delle nostre teste"
"I sodi per le politiche sociali sono pochi e allora i politici se ne fregano"
"I soldi per le politiche osciali sono pochi e troppo spesso mal spesi"
"Ma siamo proprio sicuri che il PIL sia il valore assoluto della nostra vita?"
"In Italia, per accedere a un diritto devi andare contro la legg: per quanto ne so l'occupazione abusiva delle case è la sola buona pratica in materia di alloggi in Italia"
"Dobbiamo evitare che la gente arrivi alla fine della corsa"
"Le proposte personali hanno valore solo se diventano proposte politiche"
"Con la povertà materiale ci hanno rubato il presente; ci stanno rubando il futuro tenendoci lontani dalla società della conoscenza"
"I politici sfruttano il comportamento illegale di pochi per cancellare i diritti di tutti"
"Nel nostro paese non esiste lo stato sociale; esiste uno stato elimosiniero. Chi dice il contrario fa propaganda"
"I diritti sociali non dovrebbero essere, come in Italia, negoziabili di anno in annno a seconda dei soldi disponibili: un anno hai una cosa e l'anno dopo no"
"Non è giusto che hai un diritto sociale se vivi in una città e non ce l'hai se vivi in un'altra"
Speranze per il 2010, anno europeo contro la povertà
"Che il 2010 sia finalmente l'anno per mettere in piedi programmi per la casa per i Rom e per tutti gli altri.
"Che il 2010 sia l'anno in cui finalmente l'Italia faccia i passi dovuti per chiudere il divario tra le sue politiche sociali e quelle degli altri paesi dell'Unione europea".
Preparato dalla delegazione italiana
all'ottavo incontro europeo delle persone in povertà
Con un grande grazie a MIRKO!!!!
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