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Per iI regolamento dei fondi strutturali

fondi strutturali

"In occasione dei prossimi negoziati tra gli stati membri per decidere i regolamenti comuni per l'utilizzo dei fondi strutturali, il CILAP EAPN Italia, in accordo con Social Platform e EAPN, ha spedito questa lettera per far sì che il  ministro Moavero, che sarà presente agli incontri, e gli altri Ministri interessati, promuovano l'utilizzo di parte dei fondi per la lotta contro la povertà e l'esclusione sociale".

Alla cortese attenzione di: Dott. Enzo MOAVERO MILANESI Ministro per gli Affari Europei

 Per conoscenza: Prof. Mario Monti, Presidente Consiglio dei Ministri, Dott. Vittorio Grilli, Ministro dell’Economia e delle Finanze, Dott. Fabrizio Barca, Ministro per la Coesione Territoriale, Dott. Guliomaria Terzi di Santangata, Ministro Affari Esteri, Prof.ssa Elsa Fornero, Ministro del Lavoro, delle Politiche sociali e delle Pari opportunità, Dott. Corrado Passera, Ministro dello Sviluppo economico

Re: Proposte del CILAP EAPN Italia inerenti le disposizioni comuni per iI regolamento dei fondi strutturali al fine di assicurare fondi adeguati per lo sviluppo economico e sociale per i prossimi sette anni.

Egregio Ministro,

ad ottobre gli Stati Membri dell’UE concorderanno il bilancio per i prossimi sette anni. Ci rivolgiamo a Lei affinché siano assicurati

fondi adeguati per l’inclusione sociale, la lotta contro la povertà, l’accesso al lavoro, la lotta contro

le discriminazioni, l’accesso ai servizi pubblici per l’impiego e la promozione delle pari opportunità per tutti e tutte.

Questa lettera è parte di una più vasta campagna condotta da Social Platform* per assicurare che, nei prossimi sette anni, siano stanziate le risorse necessarie per lo sviluppo economico e sociale.

Le chiediamo di prendere in considerazione le seguenti proposte durante le negoziazioni per le disposizioni comuni relative ai fondi strutturali.

1. Mantenere i 376 miliardi del totale dei fondi dell’UE per la coesione economica, sociale e territoriale come già proposto dalla Commissione europea.

Questi fondi costituiscono il principale strumento finanziario per lo sviluppo sociale ed economico dell’UE, rappresentando, in molte regioni europee la prima fonte di risorse pubbliche a livello locale, regionale e nazionale dopo i tagli degli aiuti nazionali causati dalla crisi e dalle misure di austerità.

2. Rimuovere la condizionalità macro-economica da tutti i fondi strutturali

Sospendere i pagamenti e gli impegni dei Fondi di Coesione, e in particolar modo dei Fondi Strutturali, farà peggiorare l’impatto sociale negativo delle misure di austerità. I cittadini dell’UE, già sottoposti a pesanti pressioni economiche, non dovrebbero essere penalizzati per azioni o situazioni al di fuori del loro controllo. Per esempio:

Il trattato per il consolidamento di bilancio e l’impatto della crisi economica costringono gli Stati membri a ridurre i salari, le pensioni, i servizi sociali e i servizi pubblici inclusi i servizi sanitari e quelli per l’istruzione. Diminuire il FSE inciderà negativamente sulla coesione sociale mettendo a rischio il raggiungimento degli obiettivi contenuti in Europa 2020.

Impedire a uno Stato membro di investire sull’efficienza energetica a causa di condizionalità macro-economiche inciderà pesantemente sui gruppi più vulnerabili che non possono permettersi aumenti delle loro bollette energetiche. Si stima che, oggi, in Europa, ci siano tra i 50 e i 125 milioni di persone che sono “poveri energetici”1.

3. Utilizzare tutti i fondi per ridurre l’impatto sociale della crisi e sostenere il raggiungimento degli obiettivi sociali di Europa 2020.

Ogni programma dovrebbe stabilire un ammontare indicativo da destinarsi all’obiettivo di riduzione della povertà (per l’Italia 2.2 milioni di poveri in meno entro il 2020).

4. Utilizzare i fondi dell’UE per creare occupazione sostenibile e di qualità

I Fondi Strutturali dell’UE dovrebbero essere utilizzati per: migliorare il dialogo sociale e superare la segmentazione del mercato del lavoro con misure mirate contro il precariato, la sotto-occupazione e il lavoro non dichiarato; migliorare la qualità e le condizioni del lavoro, combattere il fenomeno dei lavoratori poveri e promuovere sicurezza e condizioni sanitarie adeguate sul posto di lavoro. I Fondi dovrebbero inoltre garantire le giuste indennità per i lavoratori autonomi e per coloro con contratti a termine.

5. Mantenere le pre-condizioni (le condizionalità orizzontali ex-ante) per l’assegnazione dei Fondi Strutturali

I Fondi Strutturali dell’UE possono, potenzialmente, attivare la piena partecipazione dei più vulnerabili e di coloro a rischio di esclusione sociale e discriminazione. L’investimento nella diversità e uguaglianza può essere un motore di sviluppo economico, crescita e coesione sociale.

Siamo a favore della proposta della Commissione2 di rafforzare il regolamento per assicurare l’utilizzo efficiente dei fondi dell’UE per raggiungere quegli obiettivi che gli Stati membri si sono già dati attraverso la Carta dei Diritti Fondamentali, la Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità ed Europa 2020. Per ricevere i fondi, gli Stati membri devono spiegare come intendono rispettare le promesse fatte in relazione all’inclusione sociale, alla lotta contro la povertà, le politiche contro le discriminazioni, la parità di genere e le disabilità.

6. Includere le organizzazioni della società civile quali partner a pieno titolo nella preparazione, implementazione, monitoraggio e valutazione dei programmi (Contratto di Partenariato)

Le chiediamo inoltre di appoggiare la proposta della Commissione di includere le organizzazioni della società civile nell’articolo 5, dedicato al partenariato, insieme alle parti sociali e gli altri attori rilevanti. Raccomandiamo la costituzione di partenariati che includano, a livello paritario, i principali attori durante tutti i gradi e livelli di programmazione dei fondi strutturali, includendo le organizzazioni che spesso implementano i programmi, si rivolgono direttamente ai beneficiari, hanno un ruolo essenziale nell’identificazione dei bisogni sociali e hanno una conoscenza diretta dei bisogni dei diversi gruppi bersaglio, che, infine, sanno come gestire con successo progetti integrati finanziati dai Fondi Strutturali. Le organizzazioni della società civile hanno inoltre il necessario know-how per indirizzare efficacemente i Fondi Strutturali verso obiettivi di riduzione della povertà.

Confidiamo che, durante i negoziati, vorrà sostenere il nostro punto di vista e Le inviamo i nostri distinti saluti,

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