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Note a margine dell’ 11mo Incontro europeo delle persone in povertà

 

 

 

pep-meeting-eu-commissionGli incontri europei delle persone in povertà, organizzati annualmente dal 2001, dalla European Anti Poverty Network (EAPN) sono ormai uno dei principali momenti di apertura e di attenzione da parte della Commissione Europea nei confronti delle persone in povertà e delle organizzazioni che quotidianamente lavorano al loro fianco.  Vengono animati dalle 30 delegazioni nazionali attraverso cui si articola la rete EAPN e si pongono come obiettivo il miglioramento dell'impostazione delle strategie comunitarie di riduzione alla povertà e di contrasto alla grave emarginazione sociale.

Il titolo dell’Incontro di quest’anno era “Senza dimora e diritto alla casa in tempi di crisi – Basta un tetto per sentirsi a casa propria nell'UE del 2012?”. Non si è trattato di un incontro di senza dimora, anche se ben presenti tra le più di 150 persone che componevano le varie delegazioni, bensì un’occasione importante per persone che vivono o hanno avuto in passato un’esperienza di povertà e di esclusione sociale per interrogarsi sul problema della casa e del diritto alla casa. Alla presenza di rappresentanti delle istituzioni europee e nazionali, di rappresentanti delle organizzazioni europee e di esperti provenienti dal mondo accademico, i partecipanti hanno sviscerato il tema in tutte le sue tante declinazioni:  mancanza di politiche efficaci per i senza dimora, mancanza di risposte per coloro che, a causa della crisi, non possono più permettersi di pagare il mutuo o l’affitto, il problema dei giovani che non riescono a formarsi una famiglia,  il problema degli ex carcerati, dei disabili, delle persone quotidianamente discriminate …

Per vedere il video delle delegazioni davanti al Consiglio d’Europa

L’Incontro di quest’anno ha senza dubbio segnato un momento importante di crescita e di partecipazione attiva da parte dei delegati che,

per la prima volta, non si sono accontentati di ascoltare, parlare e dare i loro suggerimenti ma che hanno deciso di utilizzare questa occasione per far sentire la loro voce dentro e fuori il luogo dell’Incontro, il bellissimo e prestigioso Palazzo di Egmont, a Bruxelles, messo a disposizione, come ogni anno, dal governo del Belgio.   

Quest’anno, per la prima volta, l’Incontro non è stato aperto dalle dichiarazioni delle istituzioni ma dai delegati che, mentre uno di loro leggeva una dichiarazione comune, hanno sventolato ai rappresentanti dell'UE un cartellino rosso, simbolo di protesta contro le attuali misure di austerità.

Quest'anno, per la prima volta, complice un condiviso senso di sfiducia e di abbandono, i delegati  hanno voluto lasciare temporaneamente l'incontro per andare davanti al Consiglio d'Europa e scattare una foto simbolica, sventolando il cartellino rosso alle istituzioni europee e lasciando lì i loro messaggi scritti,  invocando il rispetto del diritto all'abitazione, nuove misure di contrasto alla homelessness e alle diseguaglianze sociali.

“Non vogliamo la luna, vogliamo solo una casa!” è stato lo slogan della protesta gridato davanti al palazzo del Consiglio d'Europa. Ancora, “Avete fallito gli obiettivi prefissati di riduzione della povertà”, “Rivendichiamo il nostro futuro, rivendichiamo la nostra dignità, rivendichiamo i nostri diritti”.

Dichiarazione letta da un delegato
All’Attenzione del:
Consiglio dei Ministri
Commissione europea
Parlamento europeo

I delegati all’11mo Incontro europeo delle persone in povertà mostrano il                                                                                               cartellino rosso alle istituzioni europee

Questo è l’Undicesimo Incontro europeo delle persone in povertà.
Per alcuni di noi è una nuova, eccitante esperienza. Per altri un appuntamento annuale ormai consolidato. Per tutti noi, è un momento forte di speranza in un cambiamento possibile.
Ma mai come quest’anno ci sentiamo tanto sfiduciati e lasciati soli da chi, invece, dichiara di essere al nostro fianco, di lavorare per noi, con noi.

Sempre più persone sono senza casa e vivono in condizioni precarie (non c’è bisogno di statistiche ufficiali, basta guardarsi intorno, basta chiedere agli operatori dei centri di accoglienza), sempre più persone perdono la casa perché non possono permettersi di pagare l’affitto o il mutuo, sempre più persone sono senza casa perché discriminate.

Aumentano ovunque i disoccupati, i lavoratori si sentono sempre più insicuri, i giovani non riescono a immaginare un futuro. Come ha detto una ragazza di 17 anni, “Io, al momento, non ho sogni”. E può esserci cosa peggiore di non avere sogni a 17 anni?

Tutto questo succede perché i governi degli stati membri e le istituzioni europee non vanno oltre l’orizzonte del pareggio di bilancio. Stanno facendo pagare i costi della crisi ai poveri, ai deboli, che non ne  hanno alcuna colpa, mentre i veri responsabili ne stanno uscendo indenni, se non più ricchi.

Crediamo che i leader europei hanno  perso di vista l’obiettivo che ha fatto nascere, 60 anni fa, l’Unione europea: un obiettivo che comprendeva diritti rispettati, benessere diffuso e condiviso, solidarietà e cooperazione.

Ci rivolgiamo a voi affinché alle vostre tante belle parole seguano i fatti. Le attuali politiche di contrasto alla crisi stanno solo aumentando la povertà e l’esclusione sociale. Dovete finalmente recepire questo messaggio e agire di conseguenza: ne va di mezzo il futuro dell’Europa!

Anche noi abbiamo diritti, e non solo sulla carta. Abbiamo il diritto a un reddito minimo adeguato, a un lavoro di qualità, a servizi sociali efficienti e accessibili a tutti, all’acqua all’elettricità a un tetto dignitoso alla salute.

Non abbiamo mai pensato che gli Incontri europei delle persone in povertà fossero la soluzione per ogni male. Ma sappiamo che sono un’occasione, forse unica, per far ascoltare la nostra voce, per poter incidere direttamente sulle politiche future che riguardano noi da vicino ma che, a ben vedere, riguardano tutta la società.

Chiediamo una strategia europea per l’inclusione con azioni significative a livello locale, nazionale ed europeo. Una strategia in grado di raggiungere l’obiettivo europeo di riduzione della povertà. Queste politiche toccano la nostra vita di tutti i giorni e vogliamo dare il nostro contributo nel deciderle, realizzarle e valutarle.

Vogliamo essere ascoltati e visti non solo in questa stanza ma anche negli spazi pubblici. Per questo, oggi, alle 12 e 30, uno o due delegati di alcune delegazioni nazionali lasceranno l’incontro per andare davanti al palazzo del Consiglio dell’Unione europea per scattare una foto simbolica, sventolando il nostro cartellino rosso e lasciando lì i nostri messaggi. Gli altri nostri colleghi rimarranno qui perché questo Incontro è importante. Crediamo però che capirete che questo momento così difficile per noi richiede una azione straordinaria.

Infine, la Presidenza danese ci fa tornare in mente la favola dei vestiti nuovi dell’imperatore di Hans Christian Anderson. Oggi, sventolando il nostro cartellino rosso  alle istituzioni europee per sottolineare quello che noi crediamo sia il vostro fallimento a prendere sul serio gli impegni che avete sottoscritto quando vi siete accordati sull’obiettivo di riduzione della povertà, ci ispiriamo proprio al bambino della storia che ebbe il coraggio di svelare a tutti che l’imperatore era nudo. Una rivelazione che segnò, nella favola, un nuovo inizio per l’imperatore. Speriamo che la nostra azione, oggi, abbia un risultato simile.

 

 

 

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