Secondo i dati forniti dall’Istat, nel 2009 le famiglie italiane sono diventate più povere. Infatti il loro reddito è sceso in media del 2,8 per cento. Mentre il potere d’acquisto, in termini reali, è calato di 2,6 punti percentuali rispetto ad un anno prima. Calano di conseguenza anche i consumi (inclusi quelli alimentari) che in un anno sono diminuiti dell’1,9 per cento. Le medie però raccontano sempre solo una metà della storia. L’altra metà è che non per tutti è andata così male. In effetti, con la crescita o la crisi, “piove sempre sul bagnato”. I dati lo confermano. Sulla base dei calcoli della Banca d’Italia il reddito reale dei lavoratori dipendenti in quindici anni (dal 1993 al 2008) è cresciuto in tutto del 4 per cento. Mentre nello stesso periodo il reddito di imprenditori, liberi professionisti, commercianti ed artigiani è aumentato di quasi il 30 per cento.
Federazione Italiana per il Superamento dell’Handicap
27 maggio 2010
Su una cosa ha ragione. Migliaia di famiglie italiane hanno vissuto al di sopra delle loro possibilità. Sono quelle che si sono dovute fare carico, pressochè integralmente, di familiari con grave disabilità. Ne hanno dovuto affrontare i costi assistenziali, rinunciare alla carriera lavorativa, dedicare tutto il proprio tempo per colmare le lacune di un sistema assistenziale che è un colabrodo. Sono famiglie che si sono progressivamente impoverite. Questo ci si augurava si considerasse nell’elaborare le misure per contrastare una crisi che già colpirà soprattutto i più deboli. Non una parola in loro favore, ieri, nella Conferenza Stampa di Silvio Berlusconi e di Giulio Tremonti. Anzi le parole di quest’ultimo sono illuminanti e pericolose, forse ancora più dannose delle stesse politiche che si vogliono adottare nella Manovra “fantasma” (nessuno ha ancora visto il testo).
"I quaderni di EAPN - No. 1 "Povertà e disuguaglianze nell'Unione europea" - Quaderno esplicativo sulla natura, le dimensioni e le cause della povertà e delle disuguaglianze nell'UE"
Benché l'Unione europea (UE) sia una delle zone più ricche del mondo, esistono al suo interno grandi sacche di povertà: è infatti a rischio di povertà quasi una persona su 7, una cifra che diventa ancora più alta se consideriamo alcuni gruppi specifici come, per esempio, i bambini o gli anziani. C'è anche da rimarcare che né i decisori politici né, tanto meno, l'opinione pubblica si rendono conto della vastità del problema e dell'urgenza di trovare soluzioni. Da qui deriva senza dubbio la mancanza di impegno civile e politico per il suo sradicamento............
RELAZIONE sul coinvolgimento attivo delle persone escluse dal mercato del lavoro (2008/2335(INI)) Commissione per l’occupazione e gli affari sociali Relatrice: Jean Lambert