Poveri: si riparte dal Sud con il reddito minimo di dignità

Teodosi (CILAP – EAPN): “Bisogna affrontare e risolvere seriamente i problemi di quelle persone che non hanno il lavoro, che lo hanno perso, che non possono lavorare per situazioni contingenti di malattia, di impossibilità temporanea: un reddito minimo per vivere una vita dignitosa.
Ciò che il paese vuole è più armonia tra politica, burocrazia, nazionale e locale affinché i servizi possano funzionare”.

Gli interventi dell’on. Valentina Paris, del presidente del PD Matteo Orfini

Roma, 8 settembre 2015 – Ieri sera – lunedì 7 settembre – ad Atripalda (Avellino) si è svolto un incontro pubblico sulle politiche di contrasto alle povertà dal titolo “La giusta misura. Dignità sociale e diritti nell’anno delle riforme”. All’iniziativa, promossa dalla responsabile nazionale Pd Enti locali, On. Valentina Paris, e dall’associazione politica “Rifare l’Italia”, ha partecipato tra glia altri Nicoletta Teodosi, Presidente del CILAP – Collegamento Italiano di Lotta alla Povertà – sezione nazionale di EAPN European Anti Poverty Network, e il presidente nazionale del Partito Democratico, On. Matteo Orfini.


Nicoletta Teodosi, Presidente del CILAP – Collegamento Italiano di Lotta alla Povertà – sezione nazionale di EAPN European Anti Poverty Network, attira l’attenzione del governo sui drammatici problemi dell’Italia. 
Nicoletta Teodosi si è rivolta ai parlamentari italiani: “Non si conoscono le drammatiche situazioni di povertà che vivono accanto a noi.
Chiediamo soprattutto di affrontare e risolvere seriamente i problemi di quelle persone che non hanno il lavoro, che lo hanno perso, che non possono lavorare per situazioni contingenti di malattia, di impossibilità temporanea: un reddito minimo adeguato per affrontare in un momento particolare della propria vita le difficoltà, per vivere una vita dignitosa fino a che i problemi non saranno risolti, anche con l’aiuto dei servizi sociali, delle strutture per l’impiego, … Un reddito minimo anche come strumento di accompagnamento al lavoro: una misura possibile, ma che ha bisogno anche del sostegno dei sindaci, a livello locale, poiché conoscono ad uno ad uno i cittadini. Quando usciremo da questa situazione? La proposta del reddito minimo in Europa va avanti dal 1992, ma in Italia è fermo ad una sperimentazione di cui non si ha notizia. I sindaci sono i primi a dover sostenere questa misura perché le persone in povertà le trovano davanti alla loro porta, i contributi dei servizi sociali non sono quantificabili e c’è bisogno di protezione nonché di accesso ai servizi per raggiungere l’inclusione sociale, l’ottimismo non ci porterà fuori da questa situazione. Bisogna pensare a tradurre i piani e le norme per arrivare alle situazioni concrete da affrontare. Ciò che il paese vuole è più armonia tra politica, burocrazia, nazionale e locale affinché i servizi possano funzionare”.


«La politica in Irpinia, come altrove, non può più permettersi di parlarsi da sola» ha dichiarato l’on. L’on. Valentina Paris ha dichiarato nel suo intervento di apertura: “C’è bisogno di dare risposte alle generazioni dei 30-40 enni che non intendono invecchiare senza aver investito nel presente per questo continueremo a lavorare. Ora, abbiamo intenzione di portare nella Legge di Stabilità una forma sperimentale di supporto al reddito”.

Stefano Iandiorio nel suo intervento come Presidente del Centro Servizi per il volontariato ha sottolineato che “il Sud non è scomparso, come qualche settimanale scrive. Bisogna ripartire da Sud, che è vivo”, ed ha aggiunto: “Il Csv raccoglie al suo interno 200 realtà provenienti da tutta la provincia: il Sud non è scomparso, al contrario dà le sue risposte, partecipa e diventa anche critico in maniera costruttiva. La crisi vera e profonda è quella dei valori. Il problema è l’assenza della politica nei servizi ed è il volontariato a sostituirsi e a farsi carico delle problematiche per rispondere davvero alle difficoltà. Al sud va restituita la forza per mettere in atto una svolta e un cambiamento, va riconosciuta al volontariato la sua identità e un ruolo di realizzazione delle politiche sociali”.

Matteo Orfini, presidente nazionale del PD, nel concludere l’incontro ha sintetizzato i sette anni di recessione nel nostro paese: “La politica ha il dovere di riannodare i fili strappati della società. Il governo italiano farà un primo passo inserendo nella Legge di Stabilità una misura di sostegno universale alla povertà. Ma sarà necessario anche dare uno slancio al nodo lavoro con piani d’investimento sia pubblici che privati.
Perché è importante non lasciare indietro chi ha perso la propria occupazione e si ritrova nella disperazione». E ancora sulla questione migranti:« La differenza dell’Italia con gli altri paesi sta nel fatto che noi non costruiamo muri ma vera accoglienza!”.

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