Priorità alle persone e non alla finanza

EAPN – Rete Europea di Lotta alla povertà. Dichiarazione finale: appello ai Capi di Stato e di Governo: priorità alle persone e non alla finanza. E anche risposte concrete per il Mediterraneo.

Roma, 10 luglio 2015 – “Le azioni delle istituzioni europee, insieme al Fondo monetario internazionale, stanno mettendo a rischio la vita degli abitanti della Grecia. Abbiamo bisogno di riaffermare il ruolo dell’Unione europea come progetto democratico e sociale”. Questa la posizione della Dichiarazione finale dell’assemblea: più di 150 delegati della Rete europea di lotta alla povertà (EAPN), in rappresentanza di 31 reti nazionali e di 18 organizzazioni europee, si sono incontrati a Bilbao alla loro Assemblea Generale annuale, che si è conclusa il 4 luglio 2015. 
I delegati hanno espresso la loro profonda solidarietà al popolo greco e agli altri Paesi della Troika che soffrono le conseguenze dei pericolosi programmi di austerità, che hanno accresciuto la povertà e devastato la vita delle persone in tutta Europa. 
Nell’incontro si è lanciato un appello ai capi di Stato e di governo per dare priorità al benessere delle persone piuttosto che agli interessi puramente finanziari, di cui beneficia una minoranza. È stato chiesto l’immediato rilascio di fondi per sostenere i servizi essenziali e i redditi, e per rilanciare l’occupazione in Grecia e negli altri Paesi che soffrono le conseguenze di queste politiche di austerità. I delegati hanno anche ritenuto che fosse giunto il momento di riconoscere la necessità di una sostanziale riduzione del debito, se non la cancellazione, immediatamente.
Inoltre, i delegati EAPN hanno invitato con urgenza e con crescente preoccupazione i capi di Stato e di governo, nonché la Commissione europea, a rispondere in modo adeguato e senza indugio alla crisi umanitaria che continua a dispiegarsi ai confini dell’Unione europea e, in particolare, nel Mediterraneo, dove migliaia di richiedenti asilo sfidano la morte cercando di raggiungere l’Europa. Questo è il momento in cui l’Unione europea deve mostrare seriamente i suoi principi fondanti di solidarietà, di rispetto della democrazia e dei diritti umani. I delegati sollecitano che la Convenzione europea dei diritti dell’uomo debba essere lo strumento centrale di guida alle azioni per affrontare questa crisi umanitaria.
I delegati hanno chiesto concretamente che:

ci sia una continuazione tangibile dell’accordo da parte dei capi di Stato e di governo ad aprile, per “mobilitare tutti gli sforzi necessari ad evitare che altre persone muoiano in mare e per affrontare le cause alla radice della migrazione;
gli Stati membri condividano la stessa responsabilità per l’assistenza ai richiedenti asilo e forniscano fondi aggiuntivi per garantire un’accoglienza rispettosa;
l’Unione europea continui la lotta contro le cause economiche e politiche della migrazione involontaria, derivante da crescenti disuguaglianze nei/tra i Paesi.

In questo contesto, EAPN è profondamente rammaricato dal fatto che il Consiglio europeo non sia stato in grado di accordarsi su un sistema di quote funzionante. Tuttavia, i delegati hanno accolto favorevolmente la decisione del Consiglio di ricevere 40.000 rifugiati e hanno chiesto informazioni riguardo il tipo di risorse che verranno rese disponibili per la reale inclusione sociale di queste persone e delle organizzazioni che le sostengono.  Tuttavia, i delegati hanno espresso dubbi sul fatto che la decisione di ricevere 40.000 richiedenti asilo abbia un rapporto realistico con il numero di persone che rischiano la vita per raggiungere le coste europee.
I delegati hanno chiesto ai governi europei, alla Commissione e al Parlamento europeo di aiutare a combattere l’aumento del razzismo e della xenofobia in tutta Europa, promuovendo una migliore comprensione del contesto sociale, culturale ed economico dei richiedenti asilo.
I delegati EAPN sono stati rincuorati dal sostegno e dalla solidarietà che le persone a terra, nel Mediterraneo, stanno mostrando nei confronti dei richiedenti asilo e dei migranti, al momento del (e  dove) loro arrivo in Europa. Essi esercitano una umanità che dovrebbe essere una guida per tutti noi. Gli abitanti di Lampedusa, in particolare, per aiutare i migranti involontari spesso con grandi sacrifici per loro stessi, riempiono la mancanza di soluzioni strutturali europee. 
Essi meritano il riconoscimento di niente meno che il Premio Nobel per la Pace.
Infine, i delegati hanno sottolineato che:
Considerata una stima di 22.000 migranti che hanno perso la vita nel Mediterraneo tra il 2000 e il 2014 nel loro viaggio fatale verso l’Europa;
Dato che più di 1 su 4, più di 121 milioni di persone stanno vivendo in povertà ogni giorno nell’Unione europea;
 Considerando che l’applicazione costante delle misure di austerità costringe sempre più persone alla povertà:
I delegati hanno invitato i capi di Stato e di governo, la Commissione e il Parlamento europeo a dare priorità allo sviluppo di forti politiche sociali per sradicare la povertà e l’esclusione sociale e combattere l’aumento delle disuguaglianze.
In questo contesto, i delegati hanno anche chiesto un programma coordinato per affrontare la povertà in tutta l’UE, svilupparlo e portarlo a termine con la partecipazione delle persone in situazione di povertà e di esclusione. Le loro ONG devono diventare una nuova priorità, se l’UE vuole ripristinare la legittimità democratica e sviluppare soluzioni in grado di mantenere questi diritti e promesse.

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